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22 MAGGIO 1948, NASCEVA UFFICIALMENTE L'AEROPORTO DI MALPENSA, CITTA' DI BUSTO ARSIZIO

Oggi 22 maggio l’aeroporto de La Malpensa, compie 76 anni. Fu l’intuizione di un gruppo di industriali e politici bustocchi e bustesi a volerlo e crearlo.
Un data importante per il nostro territorio: quel maggio del 1948, veniva sottoscritto da un gruppo di imprenditori bustocchi, guidati dal sindaco Giovanni Rossini, l’atto di fondazione della Spa Aeroporto Città di Busto Arsizio. In buona sostanza, nasceva l'odierno scalo internazionale della Malpensa. 
 
Il nome deriva dalla vicina corte lombarda di Cascina Malpensa, che è situata nel territorio nella zona a sud del comune di Somma Lombardo. La cascina, sorta alla fine del 1700, venne costruita su un'area precedentemente mai sfruttata a causa dell'acidità del terreno che faceva morire qualsiasi pianta, proprio per questo si guadagnò presto il nomignolo di "Mal pensàa". 
Le brughiere che si estendono fra gli attuali territori di Lonate Pozzolo e Castano Primo e Somma Lombardo, esattamente al confine tra le province di Varese e Milano, erano già state utilizzate per fini militari durante tutto l'800 e i primi del '900, quando reparti austriaci prima ed italiani poi le usarono come area di esercitazione; ma fu nel primo decennio del ventesimo secolo che esse divennero la culla dell'aviazione in Italia. 
L'area di Cascina Malpensa, esiste come campo volo da fine dell'800 con mongolfiere, dirigibili e palloni aerostatici.
L'8 febbraio 1908 l'aerostato "Verdi" aveva sorvolato Lonate Pozzolo ad un'altezza di poche decine di metri, proveniente dalla piazza d'Armi di Gallarate da dove si era levato in volo alle 14.45. Nella navicella del pallone pilotato dall'aeronauta Erminio Donner Flori vi erano suo figlio Pietro con Riccardo La Croix e Cesare Longhi. Dopo aver superato Lonate Pozzolo ed il fiume Ticino, un forte colpo di vento spinse il pallone a gran velocità in direzione Novara, per poi concludere il volo nelle vicinanze di Vercelli.
E' il luogo dove già dal 1909 si erano svolti i primi tentativi di volo degli aerei progettati e costruiti dall'Ing. Gianni Caproni con il fratello Federico.
Gli industriali Giovanni Agusta e Gianni Caproni avevano creato presso la cascina Malpensa un campo d'aviazione per far volare i propri prototipi; con l'aggiunta di alcune strutture militari il campo crebbe e divenne anche campo scuola di pilotaggio.
Il 27 maggio 1910, Federico e Gianni Caproni fecero volare il loro prototipo di aeromobile CA1 e costruirono il loro primo hangar.
A questo fecero seguito altre realizzazioni prima del trasferimento dei Caproni a Vizzola Ticino alla fine del 1911, in quanto l'Amministrazione Militare necessitò del campo d'aviazione di Cascina Malpensa per trasferirvi reparti del Battaglione Aviatori dell'Esercito.
In pochi mesi, erano già sorte fabbriche per la costruzione di velivoli. La stessa Caproni, l'Agusta, la SIAI Marchetti, le scuole di pilotaggio e tutto l'indotto.
Sempre nel 1911, il comune di Busto Arsizio, si rese disponibile, per ospitare sul proprio territorio comunale, un Battaglione Aviatori dell'Esercito. Iniziativa portata avanti dal Sindaco avv. Pietro Tosi e da tutta la giunta, al cospetto di altre città come Torino. L'area in questione, di oltre 24 ettari, si trova al limite della città bustocca, tra il territorio di Solbiate Olona e in parte in quello di Fagnano Olona, dove sorge l'attuale caserma NATO, Ugo Mara; proprio nei pressi dell'attuale ingresso dell'autostrada.
Il 23 febbraio 1913, il Ministero della Guerra, comunica ufficialmente, l'istituzione della squadriglia aerea a Busto Arsizio. Il 26 agosto, la V squadriglia con aerei Nieuport, costruiti su licenza della Macchi di Varese, è praticamente al completo e già operativa. Ne fa parte anche l'asso Francesco Baracca. Il 28 settembre 1913, il campo d'aviazione bustocco, viene inaugurato ufficialmente.
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Si crea così vastissima area di campi volo che andava praticamente da Somma Lombardo, passando per Busto Arsizio, a Lonate Pozzolo fino a Tornavento e Castano Primo. L'area lungo il Ticino, creata nel 1918 sarà poi nota come area Campo della Promessa, come lo battezzò nel 1926, Gabriele D'Annunzio.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945, l'aeroporto era praticamente distrutto per i bombardamenti, così come tutta l'area militare di Lonate Pozzolo del campo della Promessa con tutti gli hangar, gli uffici, e anche le fabbriche circostanti come la Caproni a Vizzola Ticino e la SIAI Marchetti.
Nell'aprile 1945, all'atto della resa, i tedeschi fecero brillare le mine collocate nelle piste in cemento, per renderle inagibili, solo quella in direzione dell'aeroporto della Malpensa rimase intatta, e nel 1948 venne utilizzata poi per aprire il nuovo "Aeroporto di Busto Arsizio".
 
Già nel Maggio 1945 gli industriali del territorio dell'altomilanese, capeggiati da quelli di Busto Arsizio, iniziarono a pensare a come rimettere in piedi l'aeroporto a spese loro, con l'appoggio di banche locali, in modo che fungesse anche da volano per l'economia della zona.
Le idee e la voglia furono abbastanza chiare sin da subito, ma nacquero dei problemi, su chi spingeva per avere come centro di riferimento Milano e l'aeroporto di Linate, nato negli anni 30'. E chi invece voleva che tutto avesse come base Roma. I disaccordi andarono avanti per tre anni, senza risolvere nulla.
I bustocchi ed i bustesi fecero così da soli, costruendo l'aeroporto per conto loro.
Un gruppo di pionieri capeggiati dal Cavaliere Benigno Ajroldi, presidente dell'allora Banca Alto Milanese, fondava così la Società per Azioni Aeroporto Città di Busto Arsizio, con un capitale di un milione di lire, ed iniziando da subito a riqualificare uffici e impianti.
Presidente della società era il commendator Giovanni Rossini, allora primo cittadino bustocco. Consigliere delegato era l’ingegner Pietro Tosi, dell’omonima famiglia di industriali manifatturieri che aveva acquisito l’antica Cascina Malpensa.
Tra i consiglieri il Ministro della Difesa dell’epoca, il bustocco d’adozione Cipriano Facchinetti, insieme a personaggi di spicco come Benigno Airoldi, Carlo Comerio, l’onorevole Enrico Tosi, l’avvocato e senatore Giovanni Maria Cornaggia-Medici, Ettore Rossi, Pier Francesco Binaghi, Rinaldo Martegani, Guido Sironi, Ersilio Confalonieri, il conte Leonardo Bonzi.
L'area scelta inizialmente era quella della zona militare del Campo della Promessa; un'attenta valutazione dei danni lasciati dalla guerra e le condizioni in cui versavano le piste, fece poi cadere la scelta più avanti a La Malpensa, nella zona dove ora sorge il Terminal2, che fu la sede originaria dell’aerostazione, ricordata con un cippo marmoreo.
 
Il primo terminal nel 1948
 
Il cippo marmoreo 
 
Pochi mesi dopo, Domenica 21 novembre 1948, il primo aeroplano atterra sulla pista ricostruita della Malpensa, un quadrimotore Breda-Zappata BZ 308, pilotato da Mario Stoppani, che riceve anche la benedizione del cardinal Schuster. Due giorni dopo, il primo apparecchio straniero giunge sul nuovo scalo di Malpensa: è un bimotore Douglas C.47 della compagnia aerea norvegese "Fred Olson" con undici passeggeri a bordo.
Venne così ufficialmente aperto al traffico civile, assumendo la denominazione di "Aeroporto Città di Busto Arsizio". Il nuovo scalo commerciale che mette in comunicazione con il mondo è ormai realtà: il 21 aprile 1949 l’apertura ufficiale.
La prima compagnia straniera europea a operare stabilmente a Malpensa fu la belga Sabena, mentre il 2 Febbraio 1950 la TWA effettuò il primo collegamento dall’Italia con New York con un Lockheed Constellation. 
Dal 1949 al 1952 gli aerei assistiti annualmente passarono velocemente da 683 a 1.736 e i passeggeri da 11.401 a 56.963. Nel 1952 operavano su Malpensa già una decina di compagnie aree straniere, oltre ad Alitalia e LAI, con una dozzina di voli giornalieri in totale.
al 1951 a seguire il Comune di Milano entrò nella società con quote sempre maggiori azioni, fino a essere in netta maggioranza nel 1955 come Sea Società esercizi aeroportuali.
il 25 ottobre 1998 è la data della grande trasformazione: da scalo con pochi voli intercontinentali a principale aeroporto di Milano. 
Malpensa raggiunge il record di 24 milioni di passeggeri nel 2007. 
Nell'anno solare 2023, da Malpensa sono transitati oltre 26 milioni di passeggeri. Nel 2024 l’aeroporto vedrà collegamenti con 176 destinazioni in 77 paesi del mondo, raggiunti da 77 compagnie.
 
Dall'aeroporto di Busto Arsizio, già dal 1949, sotto la presidenza di Peppino Cerana, la Pro Patria partìva per le trasferte.
 


Il Presidente Peppino Cerana, con la Pro, in partenza dall'aeroporto "Città di Busto Arsizio"


La Pro Patria 1948-49 in partenza dall'aeroporto "Città di Busto Arsizio"


Tigrotti in posa all'aeroporto "Città di Busto Arsizio"