Manca

S
0
0
g
0
0
h
0
0
m
0
0
s
0
0

al prossimo turno

LECCO

PRO PATRIA

  • Classifica
  • PRO PATRIA 39
    Darfo Boario 38
    Pontisola° 35
    Rezzato 34
    Lecco 33
    Pergolettese 32
    Virtus Bergamo 27
    Ciliverghe Mazzano 25
    Bustese 24
    Levico Terme° 24
    Caravaggio 23
    Crema** 23
    Lumezzane 23
    ScanzoRosciate 18
    Ciserano 16
    Dro 13
    Grumellese 12
    Trento** 11
    Romanese 10

Lo stadio

 

L'attuale terreno di gioco della Pro Patria, situato in via Cà bianca 42, con la denominazione di “Stadium”, venne inaugurato il 18 Luglio del 1927, a seguito della prima storica promozione dei biancoblù, nella massima serie calcistica del tempo, la Divisione Nazionale A. Veniva così lasciato l'impianto di via Valle Olona (al tempo con capienza di 10.000 spettatori, oggi intitolato all'ex tigrotto Carlo Reguzzoni), in stile liberty con tribune in legno bianco, dove la Pro Patria aveva giocato le sue prime stagioni. Terreno posizionato al tempo al limite estremo della città, al confine con Castellanza, in una zona libera da fabbriche ed abitazioni. Caratteristica peculiare, che ha sempre avuto l'impianto è stato il manto di gioco, sempre perfetto con una leggera bombatura per fare scorrere meglio l'acqua; la sua tenuta era dovuta anche ad un particolare metodo usato al tempo per costruirlo con la sovrapposizione sul fondo, di diverse fascine di legno.

 

Lo “Stadium” di via Cà bianca, non era però adibito al solo gioco del calcio, ma aveva anche una pista d'atletica, dove si tennero da subito importanti raduni e concorsi sia a livello regionale che nazionale. Atletica da sempre molto praticata a Busto, anche per la presenza del Campione del mondo di mezzofondo Carlo Speroni.

L'impianto con una capienza di oltre 15.000 unità, era formato da una parte destinata ai “Popolari”, con i gradoni in cemento e, dalla parte opposta una tribuna centrale in legno, che nel 1940 bruciò completamente. Venne ricostruita poi in cemento, ma senza copertura e di dimensioni più piccole.

L'11 Settembre del 1941, per volontà dell'allora podestà di Busto Arsizio, Ercole Lualdi, si decise d'intitolare lo stadio, ancora senza, nome ma noto semplicemente come “Comunale”, a Bruno Mussolini, figlio terzogenito dell'allora Duce, scomparso in un incidente aereo a Pisa il 7 Agosto dello stesso anno.

Nel 1945 tornò ad essere solo stadio “Comunale”, la tribuna centrale venne coperta con Eternit ed ai lati vennero messe in opera due tribune laterali in “Tubi Innocenti” ed assi di legno, a loro volta coperta da una tettoia, sempre in Eternit; formando così un corpo base, la tribuna centrale, venne ampliata con due sezioni leggermente staccate che arrivavano da un lato fino agli spogliatoi, l'altra in parte opposta con semicurva sino al muro esterno di cinta. Le biglietterie erano poste sul lato della tribuna e sulla via laterale che portava poi all'ingresso dei popolari.

Con il ritorno in Serie A, nella stagione 1948-49, vennero apportate ulteriori migliorie e sulla pista d'atletica si tennero anche diversi meeting di ciclismo. Il 4 Luglio 1948, fece una gara-esibizione “Il Campionissimo” Fausto Coppi”, con lo stadio gremito in ordine di posto, proprio lo stesso giorno in cui la Pro Patria sconfisse a Torino, la Juventus con un sonoro 4-0 (42^ giornata: 40' Pozzi, 53' e 54' Turconi II°, 60' Antoniotti), con l'allora speaker che ad ogni rete dei tigrotti ai bianconeri, trasmetteva la notizia ai presenti facendo sollevare dei boati di gioia.

I popolari erano in cemento, contavano ventidue gradoni che nella lunghezza arrivavano a formare due semicurve, che non arrivano dietro la porte ma si fermavano prima. Era diviso da varie recinzioni con la suddivisione in settore centrale e curve, il cui spazio incominciava nei pressi delle rispettive aree di rigore. L'acceso era posto anche sul retro e vi si accedeva tramite scaloni, posti su un terrapieno, che di fatto sosteneva il settore.

Tra l'altro non esisteva un'adeguata recinzione, esisteva solamente una specie di corrimano in ferro, posta a circa 80 cm da terra, che correva lungo tutta la lunghezza dei popolari, tant'è che durante alcune scazzottature del tempo, la gente volava giù dal parapetto posto sull'ultimo gradino più alto, finendo nei terreni incolti dietro, dove ora ci sono i campi di allenamento. Nella massima serie venne costruito anche un settore mobile, posizionato dietro la porta che oggi è verso il campo dell'Antoniana.

19 Ottobre del 47, per la sesta giornata del Campionato di Serie A, la Pro ospitò il “Grande Torino”, facendo registrare il record di presenze del “Comunale, con circa 26.000 spettatori sugli spalti, con la gara che ebbe inizio con la gara che ebbe inizio con mezz'ora di ritardo, per permettere a tutti di entrare.

Alla fine degli anni 60, per motivi di sicurezza, vennero abbattuti i primi gradoni dei popolari, quelli posti più in alto. Nel 1969 si ha l'abbattimento, delle vecchie strutture delle tribune in “Tubi Innocenti” e legno e l'inizio della costruzione della nuova tribuna centrale, formata da un unico corpo in cemento armato, con ingressi dalla parte verso il campo e tre ingressi posteriori con scale uno per settore, centrale e due laterali con la tribuna stampa aperta in legno; lo stadio venne intitolato al bustocco "Carlo Speroni", maratoneta, scomparso nello stesso anno. Sotto la struttura della tribuna, vennero ricavati un bar, i magazzini per le varie società ed i servizi igienici. I lavori verranno terminati durante la stagione 1971-72. Durante l'estate del 1972, vennero poste le basi per i tralicci per l'illuminazione.

Nel 1973, vennero tolte le divisioni del settore “popolari”, tra il blocco centrale e le due semicurve, così nella parte centrale, trovò posto l'ala più calda del tifo biancoblù, con la nascita del Commandos Tigri.

Agosto 1974, con l'inizio della Coppa Italia viene inaugurata l'illuminazione notturna dello stadio, composta da quattro tralicci, posti agli angoli dello stadio ed anche fari sopra la tribuna centrale; quest'ultimi furono eliminati però quasi subito perchè davano problemi di visibilità ai portieri. Vennero anche posizionati dei seggiolini rossi, in tribuna centrale. Il 12 Aprile del 1975, grazie allora presidente della Pro Patria, Peppino Mancini, arrivò sul terreno di Busto Arsizio, Pelè che per un paio d'ore insegnò i fondamentali del calcio alle squadre giovanili di Inter, Milan, Pro Patria e Solbiatese, con diverse migliaia di persone sugli spalti. Nello stesso periodo diverse squadre internazionali, che si recavano a San Siro a giocare, iniziarono a scegliere il manto dello stadio bustocco per gli allenamenti di rifinitura.

Per festeggiare il ritorno in Serie C della Pro, nel Giugno del 1975 sulle terreno del “Carlo Speroni” si tenne la festa per la promozione, con diverse migliaia di persone e le telecamere di Tele Alto Milanese che ripresero una delle puntate del "Pomofiore" ed il concerto di Raul Casadei; infine la partita con la Juventus.

Durante la stagione 78-79, vennero ridimensionati ulteriormente i gradoni dei “popolari” e fu abbattuta una parte del muro di contenimento.

Nella Primavera del 1979, iniziarono i lavori per la costruzione della sede societaria, posta nelle adiacenze degli spogliatoi, che divenne attiva dall'inizio della stagione 1980-81, periodo in cui i lati delle due semicurve ed i gradoni d'ingresso delle tribune in prossimità delle scale d'ingresso vennero dipinti di bianco e blù.

Durante la stagione 81-82, che vide poi la promozione dei tigrotti in C1, lo “Speroni”, registrò diversi pienoni con 10.000 spettatori nel derby ed oltre 11.000 nel big-match contro la Carrarese. Il massimo venne toccato nell'amichevole pre-mundial dell'82, contro la Cecoslovacchia, quando furono oltre 15.000 le presenze, facendo segnare il tutto esaurito.

A seguito della promozione in Serie C1, al termine della stagione 81-82, per motivi di sicurezza tornò la divisione in settori centrali e curva con recinzioni in ferro; nella semicurva verso gli spogliatoi, denominata “Curva Est” trovarono posto i “Tigers Supporters”; mentre ai tifosi ospiti veniva riservato il settore più vicino all'ingresso/uscita. Tale divisione rimase effettiva per due stagioni fino al termine del campionato 1983-84, con la squadra in C2. Sempre con la promozione in C1, nel Settembre 1982 furono eseguiti altri lavori di manutenzione straordinaria, come la costruzione di una nuova tribuna stampa, chiusa da una vetrata e la sistemazione di seggiolini nella sezione della solo tribuna centrale; fu rifatta anche la pista d'atletica con un materiale particolarmente morbido ed elastico.

Nella metà degli anni 80, un altro ulteriore abbattimento di circa una decina di gradoni dei “popolari”, tra la parte più alta e quelli più vicini al campo di gioco.

Nella stagione 1989-90 lo stadio "Speroni" ebbe l'agibilità solo per la parte dei popolari, con la tribuna centrale chiusa per ristrutturazione per tutta la durata del campionato, con la distribuzione e sistemazione di cavi e tiranti per dare stabilità alla struttura portante. Nello stesso periodo l'impianto venne usato anche dalla squadra di football americano dei “Frogs-Busto Arsizio”, più volte Campioni d'Italia. Il manto erboso sin li perfetto per decenni, subì un duro colpo. La mazzata definitiva arrivò quando, sempre nello stesso periodo, qualche “mente brillante”, fece svolgere una manifestazione dimostrativa delle “Forze Armate”, con tanto d'ingresso sul terreno di gioco di carri armati e mezzi cingolati vari che distrussero completamente il campo.

Durante i primi anni 90 le due semicurve, vennero definitivamente abbattute, per motivi di sicurezza; erano si in cemento ma ormai decrepite. Rimase solo il corpo centrale dei popolari, senza le due estremità e furono tolti anche altri gradoni. Il manto erboso venne rifatto completamente, perdendo la storica leggera bombatura che lo aveva caratterizzato per anni; venne istallato di un sistema d'irrigazione interrato.

Lo stadio subì un ulteriore restyling nell'estate 1998, quando iniziarono i lavori di ristrutturazione che portarono all'abbattimento totale della vecchia struttura in cemento dei popolari. Per un anno tutta la tifoseria della biancoblù si spostò nella parte della tribuna centrale, con la sistemazione di due tribunette mobili ai lati della stessa, mentre il settore popolari veniva lasciato alla tifoseria ospite con una medesima tribunetta mobile di circa 350 posti.

I lavori furono terminati a pochi giorni dall'inizio campionato 1999-00, con la creazione di tre blocchi distint; il blocco centrale, con a fianco alla destra il settore per gli ospiti ed a sinistra quello per gli ultras biancoblù. Sotto il nuovo settore vennero ricavati, una palestra e diversi uffici per la società ed il settore giovanile. Con l'arrivo della Famiglia Vender, nell'Aprile del 2.000 comparve anche la scritta PRO PATRIA che campeggia nel settore centrale dei popolari; la sostituzione dei vecchi seggiolini della tribuna centrale, con più comode e moderne poltroncine e posizionamento di seggiolini nei settori della tribuna laterale; partendo dall'alto due file in orizzontali bianche e poi a scendere due blù e così via ed altri lavori di ammodernamento come la verniciatura delle tribune e dei corrimano.

Con l'inizio della stagione 2001-02 venne sostituita completamente la recinzione divisoria tra campo, tribune e popolari, quindi terminata la sala stampa, in prossimità degli spogliatoi.

Per lo spareggio promozione con la Sangiovannese fu sistemata una tribunetta mobile a fianco della tribuna centrale, lo stadio registrò il tutto esaurito con la chiusura della vendita dei biglietti già al Giovedì sera. Con la promozione in C1 vennero posizionate nuove poltroncine nel settore centrale, andando così a formare un settore d'onore.

Il 21 Luglio 2002 con un'amichevole serale con il Milan, venne inaugurato il nuovo impianto d'illuminazione adatto per le riprese televisive dello stadio "Carlo Speroni", formato da 4 torri con l'impianto dei fari che guidato si abbassa e si alza a seconda delle esigenze. La capienza venne portata a poco sopra i 5.000 posti effettivi a sedere, con la tribuna mobile, posta a fianco della tribuna centrale. Nell'Estate del 2005, altri lavori, per la sistemazione della tribuna stampa con la chiusura con panelli in plexiglass. A fine Estate 2007, lavori per la copertura dei popolari centrali, in legno lamellare, costruzione inaugurata ufficialmente a Novembre, nella gara contro il Manfredonia.

Per il campionato 2009-10, venne istallata la nuova cartellonistica pubblicitaria, tramite rotori automatizzati, posizionati lungo tutto il rettilineo sotto i popolari coperti e dietro le due porte. La sistemazione avvenne tra l'8 ed il 22 di Novembre del 2009, tra le gare con il Viareggio e quella contro il Sorrento.

Tra la Primavera e l'Estate del 2010, vengono apportate ulteriori migliorie, in ottemperanza ai nuovi regolamenti di sicurezza vengono istallati i tornelli d'ingresso ed i prefiltraggi per gli spettatori. Viene aggiunta la seconda tribunetta per il settore ospiti, posizionata alle spalle della porta dalla parte degli spogliatoi, composta completamente da tubolari metallici. Viene ampliata ulteriormente la tribuna stampa, togliendo i pannelli in plexiglass ed allungandola a tutto l'ultimo gradone. Vengono abbattuti anche i capitelli del cancello d'ingresso del lato tribuna, uno degli ultimi retaggi dello stadio del 1927.

Nell'Estate del 2011, con l'avvento della nuova proprietà con a capo Pietro Vavassori, venne costruito lo spazio riservato al GOS, in tribuna laterale, lato spogliatoi e l'apertura di cancelli di servizio, sia verso il campo, che verso l'esterno. La nuova proprietà provvide poi a proprie spese a far tinteggiare l'esterno della tribuna centrale, con i colori biancoblù ed bordi rossi, a richiamare quelli della città di Busto Arsizio ed anche l'esterno del muro cinta, con la chiusura totale in muratura dei vecchi botteghini, lato popolari, ormai in disuso da tempo. Nell'estate del 2012, la stessa proprietà provvide a risistemare il muro interno ed a dipingerlo con i colori biancoblù.

Il 22 Settembre 2013, in occasione della partita con l'Albinoleffe, viene inaugurata la sala hospitality, sotto la tribuna centrale.