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PRO PATRIA

TRIESTINA

  • Classifica
  • L.R. Vicenza 82
    Union Brescia 60
    Lecco 57
    Cittadella 56
    Renate 56
    Trento 55
    Alcione Milano 51
    Lumezzane 46
    Giana Erminio 45
    AlbinoLeffe 44
    Novara 44
    Arzignano Chiampo 43
    Pro Vercelli 43
    Inter U23 42
    Ospitaletto 41
    Dolomiti Bellunesi 38
    Pergolettese 36
    Virtus Verona 22
    PRO PATRIA 19
    Triestina (-23) 9

1980 - 1999

Negli anni 80 l’avvento di Colombo presidente, con Hofling e Siegel in panchina,  porta alla  promozione in C1, con Rovellini, “Cicciobello” Frara, Sartirana, bomber Bardelli e tanti altri, protagonisti di una splendida cavalcata fino alla seconda posizione, alle spalle della Carrarese di mister Orrico.
 
Una parentesi effimera, purtroppo, perché si ritorna subito in C2. Si succedono presidenti, allenatori e giocatori, ma l’unico vero sussulto è quello del 1985-86, quando la Pro Patria del presidente Fusari, con Melgrati in panchina, sfiora la promozione in C1, vanificata dalla sconfitta
interna contro una tranquilla Pro Vercelli.
Un harakiri cui nel 1987 si unisce il dolore per la tragica, prematura  scomparsa di Andrea Cecotti, dopo una partita di campionato a Treviso.
 
In società c’è qualche tentativo di rilancio, ma complici alcuni personaggi che non onorano gli impegni, i colori biancoblù scivolano  in Interregionale, l’attuale Serie D .
E, come se non bastasse,  nei primi anni ’90, la Pro Patria sprofonda addirittura in Eccellenza , riuscendo a risalire solo grazie all’impegno dell'imprenditore gelese Giorgio Campo, di mister Venturini e di un solido gruppo di giocatori (capitanato da Damiano Farina) che nel ’94 - dopo un'autentica invasione di tifosi biancoblu a Meda - riporta la Pro in D, creando già dall'anno successivo i presupposti per un doppio salto in avanti.
 
Nel ’95, infatti, si torna tra i professionisti: Tosolini, Caravatti, Petenà, Della Valle, Ferrario, Peppino e Adriano Mancini uniscono le forze per una fusione tra Pro Patria e Gallaratese .
Al primo anno di C2, con uno Speroni che reimpara a ruggire nei derby con Novara, Varese e Legnano (contro i lilla doppio successo: allo “Speroni” gol di Tubaldo, al “Mari” Ferretti al 90° su rigore procurato da Vitalone), un ambizioso Mario Beretta guida la squadra ai playoff, ma in   semifinale – nonostante l’ennesima invasione di tifosi biancoblù - vince il Lumezzane.

 
Gli spareggi promozione non portano bene ai tigrotti  perché nel ’97 arriva lo scivolone interno con la Pro Sesto (dopo il blitz al “Breda” firmato da Brizzi), e nel ’98, sempre in casa, un gol beffa (e irregolare) della Triestina al 97° scatena l'invasione di campo dei supporter biancoblù che inseguono l'arbitro Pieri.
 
Nel ’99 la Pro di Mezzini si salva ai playout col Borgosesia, ma in società crescono le ambizioni e la piazza si dimostra pronta per tornare ad anni di gloria.
 

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