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1919 - 1939

C'era una volta, cento anni fa, una società di nome Aurora. Il suo capitano, Piero Guidali, tornato dalla Guerra, convoca i rappresentanti delle altre società cittadine (Victoria, Unione Sport e Juventus Sport Busto) per un'assemblea presso il Caffè Brugioli di Busto Arsizio.
 
Nonostante fossimo tutti ragazzi di valore e coraggio già prima della Guerra, sparsi in tante, troppe formazioni o società, non fummo in grado di costituire una grande squadra, che potesse rappresentare con onore il nome di Remigio Bossi, uno dei padri fondatori della Pro Patria Busto. Adesso che siamo reduci dalla Guerra, il cercare di rimettere in piedi preesistenti società sarebbe un’autentica follia. Perciò, visto che si deve ricominciare daccapo, io dico di unirci tutti quanti in una sola grande società, capace di difendere degnamente il nome e il prestigio di Busto Arsizio”.
 
Così, il  28 Febbraio 1919 , da una schiera di giocatori non professionisti, la maggior parte dei quali lavorava nelle fabbriche bustocche, nasce la Pro Patria et Libertate, che il 1° Dicembre 1919 fa il suo esordio ufficiale nel campionato di Prima Categoria 1919-1920, tra le mura amiche dello stadio di via Valle Olona.
Dopo qualche anno in Seconda Divisione Nord, nel 1927 la Pro Patria et Libertate torna in Prima Divisione, la massima serie dell'epoca, e due anni dopo si qualifica per il primo campionato di Serie A della storia, quello del 1929-1930. Indimenticabili il 7-0 contro l'Atalanta  Bergamasca e il 2-3 in casa del Torino con doppietta di Carlo Reguzzoni.

 
Il ceco Andras Kuttik in quegli anni è il primo allenatore/giocatore. Un decennio indimenticabile, guidato dal presidente Carlo Marcora che, suo malgrado, nel 1930 deve vendere Reguzzoni al Bologna per 80mila lire, così da sistemare il bilancio della società.
 
Nel 1931 il Partito Nazionale Fascista impone come nuovo presidente Luigi Cozzi, imprenditore tessile del territorio, che però deve presto lasciare la presidenza a causa della crisi del cotone.
Un’altra crisi, quella economica, impedisce alla società di investire per tesserare nuovi calciatori.  Nel 1933 è inevitabile la retrocessione in serie B .
Negli anni successivi, la situazione non migliora, anzi: nel 1934-35 arriva anche la retrocessione in serie C.

 
Per cercare di risollevare le sorti della squadra, interviene il presidente della Ginnastica Pro Patria, Francesco Castiglioni, a ricoprire la carica di commissario e, successivamente, quella di presidente.
La svolta, però, avviene nel 1938, con l’arrivo di Giovanni Calcaterra . Leggendarie le stagioni della rinascita, impreziosite dalle parate di Guido Visco, per non dire delle giocate di Gino Merlo e di Alfonso Borra, dei due Turconi, Angelo e Antonio, e tanti ancora.
 

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