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ALMANACCO BIANCOBLU'
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La Pro Patria ha avuto uno dei più brillanti esempi di questa storia, un oriundo sudamericano dal nome imponente Washington e, dal cognome di chiare origini italiane, Cacciavillani. Nato a Salto in Uruguay, a 500 km dalla capitale Montevideo, il 1 gennaio 1934, da una famiglia proveniente dal reggiano.
Detto "El Chico" era un'estrosa e bizzosa aletta, dalle gambe storte con una discreta velocità, ma dal dribbling non certo irresistibile.
Arriva nel "Bel paese" a 21 anni prelevato dall'Inter di Angelo Moratti, direttamente dal River Plate di Montevideo, squadra uruguaiana. Dopo una buona stagione, così riportano le cronache locali, dove gioca 30 gare senza segnare una sola rete, sempre secondo i dati del posto.
Lo sbarco, di fatto perchè approda via nave, avviene insieme ad altri giocatori oriundi sudamericani del periodo, spacciati più o meno per fuoriclasse; alcuni addirittura si presentano con la carta d'identità falsificata, ma con il fisico che dichiarava apertamente l'età vera con tanto di adipe in eccesso abbondante e calvizie incipiente. L'Inter, già ai tempi affascinata dai giocatori sudamericani, lo acquista, poi negli anni, sullo stesso livello ci aggiungerà i vari Vampeta, Caio, Rambert, Peralta, Vivas, Gamarra, Kily-Gonzalez, Rivas e Sorondo, solo per citarne alcuni.
La società nerazzurra, per la stagione 1955-56, lo parcheggia subito alla vicina Pro Patria, per farlo crescere ed ambientare. Sarà stato il campionato disgraziato di quell'annata, con la Pro che retrocede per l'ultima volta dalla Serie A. Saranno stati problemi di ambientamento vari, fatto è che Washington Cacciavillani, raccoglie solo sei presenze ed una sola rete, siglata a Vicenza, contro il Lanerossi per un pareggio esterno tigrotto. Ridimensiona di molto il suo essere considerato una della nuove promesse del calcio sudamericano sbarcate in Italia; lasciando una scia fatta di molte bizze ed estrosità varie in campo, ma soprattutto fuori. In accordo con l'Inter rimane in biancoblu anche per il campionato successivo in Serie B, dove le cose vanno un po' meglio con 25 presenze e due reti. Torna quindi alla casa madre nerazzurra per la stagione 1957-58, dove non ottiene miglior fortuna, una risicata presenza in campionato; scendendo in campo una sola volta in Coppa Italia.
Nell'annata 1958-59, approda al Ravenna in Serie C, ma anche in Romagna le cose non migliorano, 17 presenze e una rete. Altro cambio di squadra ed è la volta del passaggio alla Casertana, sempre in terza serie dove mette assieme 24 gare e 4 marcature. 1960-61, finisce al Siracusa, dove trova la sua dimensione sia in campo, che soprattutto fuori. Qui si stabilirà, dopo una prima stagione chiusa con 30 presenze e sei reti. Da elemento estroso qual'era trova il suo habitat naturale, girando spesso sul lungomare della città con un cucciolo di leone al guinzaglio, tra le tante bizzarrie. A Siracusa rimane altre quattro annate, chiudendo il suo ciclo nel 1965, a trentun anni con 137 presenze e 26 gol.
Lo ritroviamo nel Floridia (centro in provincia di Siracusa), per il il campionato 1965-66 in Prima Categoria, nel doppio ruolo di calciatore-allenatore. La stagione successiva viene promosso in Serie D. Disputa in tre stagioni in categoria, mettendo assieme 87 presenze e 5 reti. Chiudendo qui la carriera da calciatore nel 1970.
Incomincia la sua carriera di allenatore prima nelle giovanili siracusane, quindi passa a squadre dilettantistiche dell'isola come il Leonzio, Caltagirone e Vittoria. All'avvio del campionato 1975-76, lo troviamo come allenatore del Cosenza in Serie C, ma viene esonerato quasi subito. Nella stagione 76-77, è alla guida del Ragusa in Serie D, dove ottiene il maggior successo della sua carriera, con la promozione nella categoria superiore. Viene riconfermato per il campionato seguente, ma dura poche giornate venendo esonerato. Passa alla guida di diverse formazioni isolane, come Ragusa, Modica e Cannicattì, fino al Trapani in Interregionale per la stagione 1982-83, dove chiude al quarto posto, passando poi alla Palmese. Nel torneo 1987-88, nel girone di andata allena in Promozione siciliana la Folgore Castelvetrano. Nella stessa categoria nel 1989-90, guida il Terranova Gela. Da qui in poi si perdono ancora le sue tracce. Fino alla sua scomparsa avvenuta nella sua Salto, il 6 settembre 1997.


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