• Classifica
  • L.R. Vicenza 89
    Union Brescia 69
    Lecco 64
    Renate 64
    Trento 63
    Cittadella 59
    Lumezzane 56
    Alcione Milano 55
    Arzignano Chiampo 53
    Giana Erminio 52
    AlbinoLeffe 50
    Inter U23 48
    Novara 47
    Pro Vercelli 46
    Ospitaletto 45
    Pergolettese 41
    Dolomiti Bellunesi 40
    Virtus Verona 25
    PRO PATRIA 23
    Triestina (-24) 12

NEWS

LA PROSSIMA AVVERSARIA

 

 

    U.S. Arezzo (2010)

 

                                                                               

 

Colori sociali: maglia pantaloncini e calzettoni amaranto

 

Stadio Comunale - Via Gramsci - Arezzo

Dimensioni (105 x 68) Capienza 15.128

 

Arezzo città ab. 100.500 – Tot. Prov. ab. 323.000

 

 

ORGANIGRAMMA SOCIETARIO

 

Presidente: Mauro Ferretti

Vice Presidente: Enrico De Martino

Segretario: Gianluca Zinci

Relazioni esterne e comunicazione: Mario Agnelli

Addetto Stampa: Riccardo Franchi

Marketing: Cinzia Bichi

Team manager: Adriano Ciardullo

Resp. Settore giovanile: Paolo Andreini

Allenatore: Ezio Capuano

Vice-allenatore: Raffaele Esposito

Preparatore atletico: Clemente Truda

Preparatore portieri: Cristian Tosti

Resp. Area medica: Dott. Egidio Giusti

Fisioterapia: Sandro Dal Piaz - Davide Pernici

Magazzinieri: Giovanni Sarrini - Alessandro Scolari

 

 

LA ROSA

 

Portieri: Benassi (81), Leuci (92)

 

Difensori: Campagna (88), Conti (87), De Martino (91), Diana (95), Fè (96), Guarino (95), Panariello (88), Pisani (87), Villagatti (83)

 

Centrocampisti: Brumat (95), Carcione (82), Coppola (90), Cucciniello (88), Dettori (83), Gambadori (81), Mendes (93), Millesi (80)

 

Attaccanti: Bonvissuto (85), Erpen (Arg. 81), Montini (92), Morga (86), Padulano (94), Vitiello (96)

 

 

LE ULTIME DIECI STAGIONI

 

2004-05: 14° in Serie B – All. Tardelli-P. Marino

2005-06: 7° in Serie B – All. Elio Gustinetti

2006-07: 20° in Serie B con 6 p di penalità - Retrocesso in Serie C1 – All. Conte–Sarri-Conte- Sarri-Conte

2007-08: 6° Serie C1/b – All. De Paola-Cuoghi-Franceschetti

2008-09: 4° Prima Div/b – All. Prima Divisione. Eliminato ai play-off dal Crotone – All. Cari-Ugolotti-Cari

2009-10: 3° Prima Div/a – Eliminato play-off dalla Cremonese – Non si iscrive al campionato - L. Semplici sub. alla 31^ a Giuseppe Galderisi sub. alla 14^ a Leonardo Semplici

2010-11: 9° Serie D/E – Maurizio Coppola sub. alla 12^ a Fabrzio Fratini sub. alla 7^ Marco Carrara

2011-12: 2° Serie D/E – All. Federico Nofri sub. alla 18^ All. Michele Bacis, sub. alla 9^ a Abel Balbo

2012-13: 9° Serie D/E - sub. alla 9^ a Abel Balbo

2013-14: 3° Serie D/E – Ripescato in Lega Pro – All. Andrea Chiappini sub. alla 22^ a Davide Mezzanotti

 

 

 

AREZZO – PRO PATRIA: arbitro Sig. Fabio Schirru di Nichelino (To)

 

L'ultima volta con l'Arezzo fu una gara da ultima spiaggia con la Pro praticamente allo sbando dopo la sconfitta di Viareggio, degna conclusione di una prestazione allucinante. Il mancato richiamo di Manari e le dimissioni rassegnate in settimana da parte di Cosco, mentre Paponetti e Baù erano praticamente fuori rosa. Squadra in ritiro a Lanzo d'Intelvi affidata alle cure di Raffaele Di Fusco, ma praticamente senza campi di allenamento con la proprietà dei Tesoro che dirigeva il tutto dalle vacanze in Tunisia. Insomma una situazione assurda e ridicola per andare a centrare la salvezza, dopo gli sbandierati programmi di promozione e play-off di inizio stagione. Finì 1-1, con gol di Venitucci per gli ospiti e pareggio del “pescadito” Urbano, come nella gara di andata. In una gara segnata dai molti ex da ambo le parti.

 

L’Arezzo si è ritrovato in Lega Pro (dopo diverse stagioni in Serie D, a seguito del fallimento del 2010) a campionato iniziato, recuperando due gare a stagione già avanzata. Il ritorno in categoria a portato una mezza rivoluzione nella rosa ed una preparazione che andata un po' a strappi. Nelle prime giornate gli aretini, sulle ali dell'entusiasmo della ritrovata categoria e basandosi sull'estro di un tecnico come Eziolino Capuano, conoscitore come pochi della categoria (in panchina già a venticinque anni), vulcanico e motivatore come pochi altri. Ha avuto un avvio importante con tre vittorie e tre pareggi, che hanno portato i toscani fino al secondo posto, poi l'abbrivio è un po' scemato e nelle ultime quattro giornate gli amaranto hanno racimolato solo un punto; il pareggio interno con la FeralpiSalò e viene da due sconfitte di fila Alessandria fuori e Venezia in casa.

 

Capuano schiera la sua squadra con il modulo a lui più affine, il 3-5-2 (anche se non disdegnerebbe il 3-4-1-2, con due punte affiancate) che concede poco spazio agli avversari con una difesa quasi bloccata, la seconda per rendimento con solo 9 gol al passivo.

Tre sempre a chiudere sui cross dal fondo e densità dentro l'area. Difende con tutti gli uomini dietro la linea della palla nella propria metà campo, creando quasi una barriera nei 40 metri.

Un'estrema pericolosità sulle palle inattive, spesso e volentieri battute da Erpen con palloni arcuati e tesi. I punti delle prime giornate sono arrivati praticamente tutti da li. Due reti sono nate da punizione e tre da calcio d'angolo.

Di contro poca spinta sulle fasce ed i pochi gol fatti, per la precisione otto. Attacco a secco da 369 minuti, ovvero le ultime quattro giornate. Fatica a trovare ritmo e spazi, per servire le punte. Molto in attacco dipende dall'estro di Erpen.

 

Per Domenica dovrà fare a meno ancora del centrocampista Carcione (classe 82, da sempre in categoria con le maglie di Perugia, L'Aquila, Benevento e Salernitana), ma spesso bloccato da infortuni vari. Assente anche il giovane centrocampista/difensore Fè.

Tra i pali una sicurezza per la categoria, Max Benassi classe 81, fino a pochi anni fa in Serie A, con il Lecce, e nelle ultime stagioni alle prese con i Tesoro e Lerda, da cui con non poca fatica è riuscito a svincolarsi.

Il trio di difesa è di quelli esperti. Sul centro destra l'ex biancoblù (difficile comunque definirlo ex) Andrea Pisani classe 87, al centro Panariello, metre sul centrosinistra agirà una vecchia conoscenza come Marco Villagatti (83, ex Lecco e Virtus Entella), buona prestanza fisica ed esperienza, fiorentino doc che ha disputato quasi tutta la sua carriera a metà tra Toscana e Lombardia (quattro stagioni al Lecco) poi Matera, esperienza in Belgio ne Visè, e l'ultima stagione al Sorrento. In ballottaggio l'under Guarino.

A centrocampo sulla fascia destra dovrebbe trovare posto, l'ex Unione Venezia, Campagna, ha iniziato da titolare, anche se nelle ultime giornate Capuano lo ha alternato con il classe 95 Brumat. Al centro il capitano Gambadori (classe 81, ex Pavia, Pistoiese e Varese), grinta, corsa, ormai poca ma tanta esperienza e legnate quando servono. Corre in supporto di Cucciniello (88), regista della squadra, anche se non è un vero e proprio play-maker. Il terzo del blocco centrale dovrebbe essere il sardo Dettori, la scorsa stagione alla Carrarese dove è sceso in campo 26 volte, segnando 2 reti. Giocatore esperto (81), anche se in fase calante che nel recente passato è stato in piazze importanti, come Cremona, Pescara, Avellino e Trieste. Si può definire un tornante vecchio stampo, dotato di buona tecnica, pronto a cucire il gioco tra centrocampo ed attacco, dove si trova meglio, ma lo si può vedere anche in difesa. Cerca spesso l'uno contro uno, per poi mettere in mezzo il pallone ai compagni, cerca e trova anche la conclusione personale. Può scambiarsi il ruolo con chi abitualmente copre la fascia sinistra Federico Millesi (80), tornate mancino con diversa Serie B alle spalle con l'Avellino ed una puntatina in A, con il Catania. A disposizione troviamo Coppola (90) ex Portogruaro,

 

In avanti un brutto cliente come l'argentino Horacio Erpen (81), arrivato dalla Pro Vercelli ed già ad Arezzo in passato. Non al meglio della condizione fisica ma è sempre in grado di poter sparigliare le carte con i sui dribbling. Nel Sassuolo e nella Pro Vercelli giocava sulla corsia di destra (ma può spostarsi tranquillamente a sinistra), facendo il pendolo con l'attacco dove portava il suo apporto partendo spesso volentieri palla al piede. Capuano lo fa giocare invece dietro la punta di ruolo, dandogli il compito di svariare per tutto il fronte d'attacco, cercando di portare fuori zona i difensori. Da lui partono tutti i calci piazzati. I corner vengono battuti con una parabola sul secondo palo a cercare l'inserimento di un difensore oppure il tocco a centro area di Dettori o Bonvissuto.

L'attaccante di riferimento è l'ariete Bonvissuto (1985, già in Serie B con Bari, Cittadella e Pisa), nelle ultime stagioni tra Prima e Seconda Divisione, portato più a fare la boa o torre che dir si voglia, piuttosto che il vero bomber.

A disposizione Montini (92 ex FeralpiSalò) e Morga (86), incontrato nelle scorse stagioni quando vestiva la maglia del Rimini. Giocatore mobile che può giostrare da seconda punta come da esterno; nelle serie inferiori andava spesso in doppia cifra.

Gli aretini fuori casa hanno conquistato cinque punti, vittoria a Mantova (gol di Pisani), poi due pari con Albinoleffe e Renate; nelle ultime tre trasferte, non hanno raccolto punti. Di contro la Pro non vince in casa dalla 3^ giornata, il 19 Settembre, con il successo di misura sull'Albinoleffe.

 

 

 

GLI EX

 

Fino a pochi anni fa gli ex tra le due squadre si sono potuti contare sulle dita di una mano, mentre nella stagione in corso c'è stato n vero boom tanto da poter considerare questa partita quasi un derby mancato. Primo in ordine di tempo l'attaccante viareggino Egiziano Bertolucci detto “Cecchino” per la sua precisione nel calciare a rete. Ala, classe 1922, fece il suo esordio con la maglia del Viareggio in Serie B, nell'immediato secondo dopoguerra, con 26 presenze e nove reti, contribuendo notevolmente alla salvezza della squadra. Nella stagione successiva, fa ancora meglio raddoppiando 40 gare e 18 reti, che non valgono a mantenere in serie cadetta il Viareggio, ma bastano per la chiamata da parte della Pro Patria che lo preleva direttamente dai bianconeri, per il campionato di Serie A 1947-48, in seguito veste le maglie di Empoli, Arezzo e Legnano oltre a quella della Nazionale.

Si passa direttamente alla stagione 83-84 in C2, quando a vestire la maglia della Pro è il lungo difensore aretino doc e cresciuto negli amaranto, Ardimanni, il quale nonostante le sole 12 presenze, a causa dei diversi infortuni che lo affliggono, lascia comunque una buona impressione.

A metà degli anni ottanta l'Arezzo è in B e ottiene un paio di salvezze molto sofferte, con l'aiuto dell'ex allenatore della Pro, Carlo Muraro, il quale si appresta a chiudere la sua carriera da calciatore con 32 presenze ed 8 reti nell'85/86. 1986-87 la società aretina decide di puntare decisamente alla Serie A, alla guida troviamo un altro ex trainer biancoblù, Bruno Bolchi, vero esperto in promozioni. E' la stagione dell'attacco con Nappi, Silenzi e Tovalieri, mentre Muraro chiude definitivamente la carriera con il calcio giocato per infortunio nel 1988-89, in una stagione dove i toscani partono con decise ambizioni di promozione, ma le cose non girano per il verso giusto ed al termine retrocedono in C1. In questa categoria l'attacco amaranto vede in avanti Tovalieri e Calonaci, completato poi dall’ex biancoblù Roberto Di Nicola (C1 stagione 82-83) giunto proprio al posto del “cobra”. 96-97 nell'Arezzo di Serse Cosmi in C2, troviamo Gianni Polvani (aretino di provincia) che nel 98-99, vestirà la maglia biancoblù.

Nell'estate 2000 l'Arezzo con Antonio Cabrini in panchina per il dopo Cosmi, fa la sua apparizione per un breve periodo anche bomber “Terminator” Dall'Acqua che praticamente in Toscana è solo di passaggio.

 

2002-03 come ds aretino, troviamo l’ex ala della Pro (83-84 in C2) Walter Sabatini, che ora occupa lo stesso ruolo nella Roma.

Una delle stagioni d'oro dell'Arezzo 2003-04 è guidata in campo come capitano da Matteo Serafini (14 goal), ancora amatissimo dai tifosi amaranto, con punti di forza altri due giocatori che poi faranno parte della rosa bustocca nella sciagurata stagione 2009-10, proprio con Serafini. Barbagli (aretino doc) e Passiglia che disputò una stagione con i fiocchi, i tre incantarono tutti per il bel gioco espresso, dominando il campionato dalla prima giornata, vincendo di fila le prime cinque gare del calendario, tornando in Serie B con quattro turni di anticipo, vincendo anche la Supercoppa di Lega. Allo “Speroni” Passiglia e Barbagli non fecero benissimo...

La stagione 2004-05, in Serie B, gli aretini furono inizialmente affidati a Marco Tardelli, poi a Pasquale Marino, che nello staff ha avuto gli ex tigrotti Mezzini e Vanoli, con il raggiungimento della salvezza all'ultima giornata. In squadra sempre Passiglia, Barbagli ed il cassanese Sinigalia. Nelle stagioni successive il capitano degli aretini è stato il tradatese Mirko Conte, il quale alla stregua di tanti altri giocatori del nostro territorio non ha mai vestito la maglia della Pro. Nell'ultimo incontro tra le due formazioni Music e Fofana in Toscana con Ceravolo, ma senza ripetere quanto fatto vedere allo “Speroni”, un quarto posto finale e poi il fallimento. In quell'Arezzo c'era anche Valerio Frasca, che non scese mai in campo. In quella squadra anche il tigrotto Baclet che realizzò 11 centri.

Nella rosa attuale dell'Arezzo Andrea Pisani e curiosità troviamo un Giorgio Diana, solo omonimo del tigrotto della stagione 1987-88.

 

 

 

I PRECEDENTI

 

Pro Patria: 16 Campionati nella massima serie (12 Serie A / 2 Div. Naz. / 2 Prima Cat.) Coppa delle Alpi 1961

Arezzo: 16 campionati di Serie B – 1 Coppa Italia Serie C 1980-81 - 1 Supercoppa di Serie C 2003-04

 

 

2002-03 Serie C1/A

3^, 15 Set. 02; Pro Patria – Arezzo 1- 0: 31’ Salvalaggio

20^, 19 Gen. 03; Arezzo – Pro Patria; 2-2: 2’ Mocarelli, 16’ Marzullo, 19’ Arioli (Pro), 52’ rig. Romano (Pro)

 

2003-04 Serie C1/A

9^, 26 Ott. 03; Pro Patria – Arezzo 0-0

23^, Arezzo – Pro Patria 1-0: 9’ rig. Gelsi

 

2009-10 Prima Div/A

13^, 15 Nov. 09; Arezzo - Pro Patria 1-1: 41' De Oliveira (A), 43' Pacilli (Pro)

30^, 11 Apr. 10 Pro Patria – Arezzo 1-1: 41' pt Venitucci (A), 25' st Urbano (Pro)

 

 

IL TIFO

 

Arezzo gode di una felice collocazione al centro di una terra da sempre legata indissolubilmente al capoluogo, anche se esistono rivalità con le vicine Montevarchi e San Giovanni Valdarno; e che lontana dal grande calcio metropolitano, riesce a coagulare attorno agli amaranto un buon tifo. Fino agli anni ’80 è quasi sempre riuscita a mantenere un buon pubblico al seguito della squadra: spesso la Serie A è anche rientrata nelle mire delle dirigenze aretine, e questa ambizioni hanno contribuito a mantenere alta la partecipazione della tifoseria. Dopo la radiazione della squadra dai campionati professionistici del 1993, si è avuta una drastica diminuzione delle presenze allo stadio ma, nonostante le scarse soddisfazioni regalate dalle maglie amaranto nel periodo la tifoseria non ha mai abbandonato del tutto la squadra, neanche durante l’era dell’Interregionale, che tra l'altro ha segnato la rinascita dell'Arezzo calcio. Alla notizia della radiazione, la tifoseria reagì ovviamente con dolore, ma anche con grande compostezza e senza intemperanze. In città vennero suonate le campane a morto ed affissi annunci mortuari. Al posto dell'incontro di Serie C1 Vicenza- Arezzo, annullato per via della radiazione dei toscani, l'emittente locale Teletruria, attraverso le voci dei telecronisti dell'epoca, ripropose lo storico match di Serie B 1982-83 Arezzo-Milan (finito 2-2) con la scritta “Addio Arezzo, noi ti ricordiamo così”. Nonostante il ritorno in serie C, da un decennio le potenzialità della tifoseria aretina fanno fatica a farsi vedere. I grandi numeri di una volta, per esempio gli ottomila spettatori di media dei primi anni ’80, sono ormai un ricordo. Nel periodo 2002-04, la crisi della tifoseria amaranto tocca una dei suoi punti più bassi facendo registrare per le due stagioni 358 e 443 tessere.

Il tifo organizzato a livello di ultras nasce nel 1977, con il Commando ultrà Arezzo (CUA), poi affiancato dalla Gioventù Amaranto (GA) e dai Fedayn. Questa situazione, con aspetti che trascendono pure nella politica (il CUA e i Fedayn erano di sinistra, mentre la GA di destra), all'interno della curva aretina si ripeterà anche successivamente. Dal 1977 la curva è stata coordinata dal Commando Ultrà Arezzo, e solo dagli ultimi anni lo striscione Ultras campeggia al centro della curva in qualità di faro. La curva aretina è sempre stata caratterizzata dalla frammentazione in una miriade di gruppi e gruppetti di piccole dimensioni, che spesso resistevano solo per l’arco di una stagione. Tanti striscioni di gruppi apparsi negli anni passati sono ad oggi, dopo una militanza più o meno breve, ufficialmente scomparsi: su tutti la Brigata Amaranto, la Gioventù Amaranto, Due Giugno Drunk, Gruppo Autonomo e i Fedayn. Fanno eccezione gli O.F.C., Old Fans Club, un gruppo presente tra alti e bassi da più di un ventennio al seguito dell’undici amaranto. La caratteristica degli aderenti sta nello stile britannico, all’interno dello stadio come nella vita. Ciò si evince anche dal materiale prodotto, di stampo nettamente d' oltremanica e dal loro sito web rigorosamente in inglese e con il simbolo della miniatura del subbuteo, il calcio da tavola tanto in voga nei 70/80 e di origine anglosassone. Tra i gruppi più importanti a livello di anni di militanza e numero di partecipanti ricordiamo i Botoli Ringhiosi, in possesso di un caratteristico striscione. Un difetto che si può imputare loro è la non sempre costante presenza al seguito dell’Arezzo; ma a loro dire la loro presenza è sempre stata attiva nei momenti cruciali. Altro gruppo poco numeroso ma presente anagraficamente per più di un decennio è stata la Fossa Etrusca. Nata in sordina nel 1991, prima dell’anno del fallimento, fondata da un gruppo di ragazzi della zona dei Cappuccini, ed inizialmente mal vista dal resto della curva a causa della giovane età dei componenti, e che ha sempre faticato ad integrarsi e venendo spesso tacciati di scarsa mentalità dal resto della tifoseria ultras. Il gruppo passa dai trecento tesserati dei tempi d’oro alla ventina della stagione 2002-03, ma lo striscione del gruppo non è quasi mai mancato al seguito della squadra; in questa stagione nasce un'intesa con i ragazzi dei “Fedayn” e del “Gruppo autonomo”, formando così la “Fossa Autonoma”. Altro gruppo longevo nato nel 1987 ai tempi della serie B, le “Teste Matte-Terontola”, formate inizialmente da soli tre ragazzi. Il gruppo è particolare, oltre che per la scelta del nome, anche per la provenienza: Terontola, un paese ai confini con l’odiata Umbria. Gli iscritti arrivarono ad una cinquantina e si fregiavano di essere uno dei gruppi ultras più vecchi della curva “San Cornelio” ora intitolata a “Lauro Minghelli”, in memoria del capitano amaranto, del periodo dell'Interregionale dopo il fallimento, morto nel 2004, a soli 31 anni di Sla. Curva ricostruita ex-novo, nella stagione 2004-05.

Il 17 dicembre 1995 dalle ceneri del CUA, nascono gli Ultras Arezzo (apolitico), il gruppo più numeroso che è alla "guida" della tifoseria aretina coordinando cori e coreografie, gli Arezzo Ovunque, gruppo tornato in curva sud dopo una breve parentesi in maratona, e gli OFC Arezzo (Old Fans Club), che dal mondo britannico traggono non solo il nome ma anche lo stile, come i loro predecessori. La Fossa Amaranto, nata nel 1991, trae invece origine da alcuni gruppi storici come i Fedayn, il Gruppo Autonomo e la Fossa Etrusca: è attualmente il gruppo più numeroso della curva amaranto insieme agli Ultras e si colloca nella parte sinistra della curva; il gruppo on una collocazione politica precisa a sinistra ed al suo interno racchiude anche sottogruppi come “Dai Sobborghi” (S.H.A.R.P), Kamikaze, Angulino Amaranto, ed i cani sciolti del Villaggio Dante, gruppi schierati politicamente all'estrema sinistra. Dalla stagione 2008 il gruppo si è spostato nel centrosinistra della curva, e dirige insieme agli Ultras il tifo amaranto. I Devils infine sono formati da persone provenienti dalla Valdichiana, la valle con maggior concentrazione di tifosi amaranto. Attualmente al centro della curva sud "Lauro Minghelli" sono posizionati gli Ultras e le relative sezioni (Castiglion Fiorentino, Anghiari, Castiglion Fibocchi, Barberino e Milano), a destra gli OFC e gli Arezzo Ovunque, alla sinistra i Devils e la Fossa.

A seguito della mancata iscrizione per motivi economici nel giugno 2010, si è formato un'associazione di tifosi simile al trust Venezia United, dal nome "Orgoglio Amaranto", con una propria sede e che possiede attualmente il 2% delle quote della società aretina.

Dopo quattro campionati tra i dilettanti, alcuni anche difficili, il ripescaggio in Lega Pro ha riportato entusiasmo ad Arezzo che per presenze è attualmente la terza piazza del girone (2.535 spettatori in media).

 

A livello di gemellaggi la tifoseria dell’Arezzo si fregia di quello con i chietini che esiste da tempo, molto sentito da entrambe le tifoserie e rinsaldato negli ultimi anni con diverse trasferte comuni. Altre amicizie sono quelle fra la Fossa e i supporters del Venezia (Rude Fans e Nuova Guardia) e fra gli Ultras Arezzo e i Friulani al seguito e gli Ultras dell'Udinese. Anche con la tifoseria della Salernitana si è venuto a creare un rapporto di reciproca stima ed amicizia culminato domenica 13 gennaio 2008 in occasione della partita tra amaranto e granata giocata ad Arezzo. In questa occasione gli Ultrà di casa hanno ospitato quelli campani prima dell'incontro. Amicizie anche con gli ultras di Giulianova e Viterbo. C'è una rapporto con gli Irriducibili della Lazio e con una parte varesina.

Alle rivalità storiche con quasi tutte le tifoserie delle squadre toscane, tra le quali spiccano la vicina Montevarchi, quindi Siena, Fiorentina, Livorno, Pisa ed Empoli. A queste bisogna aggiungere una delle inimicizie più sentite dal popolo amaranto: quella con i perugini, con cui in cara nella stagione 70-71 venne registrato il record di presenze con 17.000 spettatori, sebbene il "Comunale" ne potesse contenerne ufficialmente circa 15.000.

In misura minore con i ternani ed in generale con tutte le umbre. Altre rivalità sono quelle con le tifoserie di Cesena, Modena, Spezia e più recentemente con la Juventus dopo che la formazione bianconera, con in campo tutti i suoi migliori giocatori, vinse ad Arezzo per 5-1 contro gli amaranto conquistando fuori casa il matematico ritorno in Serie A, con molte giornate di anticipo, per poi perdere tutte le successive partite con le squadre coinvolte direttamente nella lotta per non retrocedere, compresa l'ultima gara di campionato quando, con una squadra composta nella quasi totalità da giocatori provenienti dal settore giovanile, andò a perdere in casa a Torino contro lo Spezia negando all'Arezzo la possibilità di giocarsi la permanenza in Serie B, tramite i play-out e condannandola alla retrocessione diretta.

 

Una caratteristica peculiare della curva aretina è l'incrocio fra stile italiano e inglese.

La presenza di tifosi allo stadio oscilla con una forbice ampia che va dai 1.500 ai 3.500 spettatori, con punte anche di 7.000 nelle partite importanti. Il record degli ultimi anni, risale alla stagione 2006-07, in Serie B, contro la Juventus, con circa 12.000 spettatori. In Prima Divisione, le tessere sono state 906, con una media presenze di 2.300 unità nel 2008-09. Nel campionato seguente gli abbonamenti sono 1.197 e gli spettatori si sono attestati attorno ai 2.130. Stagione in cui nel derby casalingo contro il Perugia si è registrato il record di presenze stagionali con 3.623 spettatori paganti (botteghini+abbonati), con circa 200 ospiti, per circa 4.000 persone complessivamente.

 

 

 

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