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Paolo Frara

Semplicemente uno degli attaccanti più amati di sempre dal tifoso biancoblù.

 

Serie C1, 1982-83, Paolino segna a Brescia

 

La "piccola grande ala", nato a Milano il 17 Febbraio 1958, arrivò giovanissimo alla Pro Patria, dopo una stagione nell'Ausonia, società collegata alle giovanili del Milan. Venne scoperto in un'amichevole contro i pari età tigrotti, dove sbagliò un rigore. Un errore che non scalfì la scelta dei dirigenti tigrotti che lo scelsero lo stesso. Compie poi tutta la trafila nel vivaio bustocco, fino all'approdo poco più che maggiorenne in prima squadra. Il suo esordio in Serie C, arrivò grazie a Lello Crespi, nel campionato 1975-76, alla 6^ giornata di ritorno, datata 14 Marzo 1976, nella gara Pro Patria – Vigevano (1-1), entrando in campo a 20' minuti dalla fine, in sostituzione di Carlo Foglia. Si mise subito in evidenza, andando vicino al gol con un colpo di testa che uscì di un soffio.

Chiuderà la sua stagione con 6 presenze ed una rete, segnata all'ultima giornata in casa, il 20 Giugno 1976, contro il Trento con vittoria biancoblù per 2-0.

 

Paolo Frara, al centro con la sua prima maglia biancoblù nel settore giovanile

 

Fisico compatto, veloce, rapido, quando puntava l'uomo lo saltava sempre, con un dribbling secco ed ubriacante. Sapeva però farsi valere anche in acrobazia, cercando spesso la conclusione in tuffo di testa. I primi tempi veniva beccato dai tifosi perchè amava saltare avversari a ripetizione senza passare però il pallone.

Le sue caratteristiche però in un breve lasso di tempo, ne fecero un vero e proprio beniamino della tifoseria biancoblù, specialmente dopo i derby di Coppa Italia, nei quali fece letteralmente ammattire difensori e tifosi legnanesi... E lo fece poi per anni, anni e anni.

 

All'inizio della stagione 1976-77, la Pro affronta allo “Speroni”, l'Inter in amichevole. Paolino Frara entra ad inizio del secondo tempo, facendo letteralmente impazzire da subito Canuti, Bini ed Oriali, costringendoli più volte al fallo pesante, per evitare brutte figure, nonostante fosse una partita senza punti in palio. Da li in poi divenne per tutti "cicciobello".

In Coppa Italia ripete il suo show nel derby. Il campionato però a causa delle turbolenze tecniche (tre allenatori) e societarie, lo vede ancora ai margini della squadra, scendendo in campo solo sette volte.

 

 

Nell'annata seguente sulla panchina biancoblù arriva l'ex attaccante del Milan, Paolone Barison, mentre a difendere la porta arriva un giovane Stefano Tacconi. Frara inizia a trovare il campo con più continuità, poi complice una situazione societaria sempre al limite ed una classifica incerta, Barison viene esonerato. Il suo posto viene preso da Urano Navarrini, nella doppia veste di allenatore-giocatore con Ballarin Direttore Tecnico.

La Pro chiude l'annata senza essere ammessa al nuovo campionato di C1, mentre Paolino racimola in tutto 17 presenze.

 

Per la stagione 1978-79, in Serie C2, tutto è in mano al Dott. Ercole Caimi (veramente uomo d'altri tempi), che con pochi fondi a disposizione, mette in mano alla bandiera Vittorino Calloni, una squadra formata da giovani e giovanissimi con le sole eccezioni di Vallacchi e Fellini. A vent'anni Paolo Frara diventa così titolare e con Pietropaolo, forma una coppia ben assortita, vero e proprio incubo delle difese avversarie.

Un duo che diede tra l'altro una splendida vittoria in casa nel derby per 4-1, dove Paolo Frara metterà il suo sigillo e il bomber di Castrovillari segnerà una tripletta. 

Vittoria bissata anche nella gara di ritorno (1-0 sempre gol di Pietropaolo), con Paolino che delizia e fa impazzire la tifoseria biancoblù al seguito. A fine stagione la Pro chiude al quarto posto, a solo tre lunghezze dalla promozione. Chiude la sua prima stagione da titolare con 31 presenze e due reti.                                        

Contribuendo notevolmente a fare vincere la classifica cannonieri a "Pietruzzu" che segna 17 gol in 28 gare.

 

 

La Pro 1978-79, Frara al centro, il terzo in alto Pietropaolo

 

Campionato 79-80, risorse economiche sempre al limite. Allenatore ancora Vittorino Calloni, per una squadra giovanissima; gli unici arrivi di una certa qualità sono il diciannovenne Mariano Marchetti ed il ventenne Saporito dalla Juve, oltre al nuovo bomber, l'esperto Walter Puricelli da Gallarate. A questi a Novembre si aggiungerà il regista Patrizio Bonafè con passato importante tra Serie A e B, con Varese, Piacenza, Cesena e Modena.

Paolino cambia così il partner d'attacco, ma fa sempre ballare la rumba agli avversari, specialmente nei derbies. Che sia Coppa o Campionato per lui non conta. Dribbling e serpentine sono sempre li a deliziare i tifosi biancoblù e far ammattire gli avversari in campo o sugli spalti. E' però un'altra stagione incerta per la squadra e soprattutto per la società. Vittorino Calloni viene esonerato ed al suo posto subentra un'altra bandiera dei tempi della Serie A, il portiere Eldino Danelutti.

Puricelli e Bonafè, tra i più esperti della squadra non rendono come ci si aspettava. Il regista è minato da problemi fisici e chiuderà con solo 12 presenze. Puricelli scende in campo 25 volte segnando sette reti. Il bomber della squadra e trascinatore è proprio Frara che in 33 presenze va a bersaglio ben 9 volte. E il coro “Fraragol-Fraragol, Paolo Frara facci un gol!!”, risuona spesso e volentieri.

Le sue prestazioni attirano parecchi osservatori, ma a fine stagione le turbolenze societarie biancoblù degli ultimi anni, trovano finalmente pace con l'arrivo di Giancarlo Colombo, che lo blocca subito. Iniziando così a costruire con Norbert Hofling, la squadra che dovrà dare la scalata alla C1.

 

Non solo serpentine e dribbling

 

Colpi di testa acrobatici per completare il repertorio

 

Stagione 80-81, tecnicamente tutto è in mano ad Hofling che negli anni precedenti aveva guidato Bruges, Feyenoord ed Anderlecht. Arrivano tanti giovani di prospettiva come Cerrone e Bardelli, altri vengono confermati come Marchetti, Rovellini e ovviamente lui, Paolino Frara. E' una squadra giovane e sbarazzina, che regala gran calcio, divertimento e montagne di gol.

Il 7 Dicembre 1980 "Fraragoal", dopo poco più di dieci minuti di gioco, con una bruciante azione in contropiede sotto la fascia sinistra della tribuna, ci regalò la vittoria nel derby. In quella stagione formò con Bardelli un'altra coppia d'attacco perfettamente integrata. Una delle migliori di sempre della storia tigrotta. Paolino è il partner perfetto per il possente centravanti scuola Toro, i due poi sfruttano a meraviglia le giocate di Cerrone e Rovellini, oltre alle sgroppate sulla fascia di Mariano Marchetti.

Frara (28 presenze e due gol) con il suo modo di giocare, attira i difensori consentendo al bomber di realizzare 22 reti, senza nemmeno un rigore. Del suo gioco ne approfitta anche Cerrone che va a bersaglio 10 volte.

 

La formazione della Pro, scesa in campo a Rho, nel campionato 1980-81

 

Ad inizio della stagione 81-82, viene messo inspiegabilmente da parte da Hofling e Siegel, al punto da non essere nemmeno portato in ritiro, con ventilata cessione. Con tenacia e volontà Frara non molla un centimetro, allenandosi da solo per oltre un mese fuori dallo stadio Speroni, con giubbotti pesanti, scatti brucianti e continui, sullo spelacchiato “maracanà” che alla Domenica funge da parcheggio. Si ritrovò nella rosa della prima squadra all'inizio del campionato, tornando ad essere, come era facile prevedere, la spalla ideale per Bardelli. Con il suo scatto bruciante e le sue serpentine, fu un vero e proprio grimaldello per scardinare le difese avversarie nella stagione che portò poi alla promozione. Conquisterà diversi rigori e calci di punizione dal limite. 30 le sue presenze e 4 gol, tra cui quello importantissimo alla terza giornata di ritorno, nella gara-rissa di Casale Monferrato, che diede la vittoria ai tigrotti.

 

1981-82, Frara è il secondo accosciato da sinistra

 

In C1 "Cicciobello" fu vero e proprio protagonista con 32 presenze e 7 reti, memorabili furono la rete del pari a Vicenza, con una botta dal limite. Quella che diede la vittoria a Brescia, quando andò in pressing sui giocatori di casa che palleggiavano a centrocampo, quasi con supponenza, gli rubò il pallone e andò a segnare in solitudine. Quella nell'anticipo pasquale di San Remo, dove partì in velocità scartò due difensori e scaricò in rete un missile appena entrato in area. Reti che purtroppo non servirono alla salvezza della Pro, anche per altri motivi ben noti, ma che gli valsero la chiamata del Parma del DS. Riccardo Sogliano.

Chiude così dopo otto stagioni (dal 1975 al 1983), il suo rapporto con la Pro Patria, fatto di 183 presenze e 25 gol fatti. 

 

Paolino anche nelle figurine Panini, con la Pro 1982-83

 

Nel cuore dell'area del Rimini di Arrigo Sacchi

 

In azione contro la Triestina

 

I ducali del presidente Ceresini e dell'allenatore Marino Perani puntavamo a vincere il campionato successivo per salire in Serie B e Paolo Frara era uno dei pezzi pregiati della loro campagna acquisti. In una squadra che tra gli altri presentava Nicola Berti, Fausto Salsano, Gabriele Pin, Stefano Pioli ed in avanti Aselli, Barbuti e Titti Ascagni.

Esordio con il botto in Emilia, dove guida i crociati alla vittoria contro la Carrarese di Orrico (storica avversaria dei tigrotti nei campionati precedenti), realizzando il gol del due a zero. Alla seconda giornata per lui è nuovamente derby, anche se ora con una maglia diversa. Tanto per cambiare è protagonista, con i ducali che s'impongono per 1-0. Un avvio di stagione che però si rivela per lui un boomerang, perchè si adagia sugli allori e per sua stessa ammissione fa poco la vita d'atleta. Alla fine tra alti e bassi saranno 23 le presenze, con un solo gol, ma la promozione in Serie B centrata.

Riccardo Sogliano però non è contento del rendimento avuto nella città ducale e lo gira, a spese proprie, alla Rondinella Firenze, sempre in C1. Come compagni di squadra ha Mozzini (stopper con due scudetti, Toro e Inter) e il portiere Landucci (Parma e Fiorentina). 

Con i toscani parte da titolare e bene, sei gare e due gol, ma alla settima giornata il 30 Ottobre 1983, nella gara interna contro l'Ancona, in uno scontro con il terzino Vinti si rompe il legamento del ginocchio. Chiudendo di fatto la sua carriera a certi livelli.

 

Per la stagione 85-86, riparte dall'Alessandria in C2, dove torna titolare fisso, scendendo in campo 28 volte, siglando 2 reti, ma non viene confermato per il campionato successivo. Nel Novembre del 1986, trova squadra al Varese in C2, ma calcherà il terreno di gioco solo 15 volte, segnando un gol. Gioca anche il derbino allo “Speroni” da avversario. Per il campionato seguente (1987-88) è alla Massese sempre nella stessa categoria, con i bianconeri che cercano il salto di categoria. Però i postumi della rottura del ginocchio si fanno sentire, sono solo sette le presenze con due reti. Decide così di lasciare il calcio giocato a 30 anni

 

1980-81, Paolo Frara e Mariano Marchetti

 

Paolo per i novantanni della Pro Patria