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- PRO PATRIA ET LIBERTATE
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NEL PASSATO, NEL PRESENTE, NEL FUTURO ERI SEI E SARAI PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI: FORZA PRO PATRIA... PRIMO GRANDE AMORE!
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PRO PATRIA
CREMA
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Lentigione 6 PRO PATRIA 6 CasateseMerate 4 Castellanzese 3 Cittadella Modena 3 Pistoiese 3 Pro Sesto 3 Varesina 3 Correggese 2 Arconatese 1 Crema 1 Pavia 1911 1 Sant'Angelo Lodig. 1 Solbiatese 1 Tropical Coriano 1 Varese 1 Oltrepo' 0 Pontedera 0
PONTEDERA - PRO PATRIA 2-3
Serie D, 2026-27, seconda giornata
Pontedera, sabato 12 settembre 2026, ore 15.00 - Stadio "Ettore Mannucci"
Pontedera - Pro Patria 2-3: 11' Galeiras (P), 84' Benedetti (PP), 85' rig Maistrello (PP), 91' Sanyang (P), 97' Baraye (PP)
PONTEDERA (4-3-3): Gattuso; Pinto, Garcia, Bechini (25′ st Tesser), Ferrandino; Mendes, Vasconcelos, Berrugi (32′ st Del Piero T.); Galeiras (32′ st Pignataro), Ibarbo (36′ st Sanyang), Del Piero L. (15′ st Mori).
A disposizione: Mhilli, Di Gregorio, Wagner, Zagarese - Allenatore: Giuseppe Mascara
PRO PATRIA (3-4-3): Maddalon; Cannistrà, Arpino, Rossi (12′ st Morrone); Gentile, Gianola (12′ st Bianchini), Allasufi (12′ st Aliata), Benedetti; Nanni (30′ st Maistrello), Barranco, Forchignone (12′ st Baraye).
A disposizione: Gnonto, Siega, Mapelli, Boinaidi - Allenatore: Mauro Zironelli
Arbitro: Nazzicone di Ferrara (Teulem di Parma e Angelini di Rimini)
NOTE: Giornata calda e ventilata con 29°. Terreno in sintetico. Spettatori 400 circa, una cinquantina biancoblu
Ammoniti: Vasconcelos e Mendes (P); Zironelli e Benedetti (PP)
Espulso: 33′ st Pignataro (P) per una gomitata, 43’st all. Mascara e il ds. Quintieri (P), per proteste
Calci d’angolo: 2-6.
Recupero: 2′pt, 5′st
Nello stadio intitolato all'ex tigrotto “Ettore Mannucci”, nativo proprio di Pontedera, autore della memorabile doppietta valsa la promozione in serie A dei bustocchi nello spareggio di Roma del giugno 1954 contro il Cagliari, la Pro Patria di Zironelli, vince una partita pazza. Una vittoria arrivata con il carattere e la voglia di crederci sino al fischio finale.
Troppo turnover per diversi uomini che in questo momento sono basilari, alcuni sono ancora alla ricerca della miglior condizione atletica e di un affiatamento in campo ancora da migliorare. Con molte cose ancora da rivedere specialmente in difesa.
Biancoblu ancora colpiti a freddo in contropiede, con difesa troppo alta ed indecisa su un lancio da cinquanta metri. Schiaccia gli avversari ma senza mai rendersi pericolosa, troppo leziosa e più propensa ad ammirarsi, tanto da apparire loffia in più occasioni. Ripresa con più grinta con i padroni di casa che non riescono ad uscire dalla propria trequarti. A cambiare le sorti della gara sono i quattro cambi contemporanei che opera Zironelli all'ora di gioco con l'inserimento sopratutto di Morrone, Bianchini e Baraye. Pro che comunque ha faticato troppo più che per meriti altrui; toscani in linea verde, apparsi squadra che lotterà per la salvezza-
Nel Pontedera c'è l'ex cagliaritano barbo dal primo minuto, ufficializzato nella giornata di ieri. Il portiere titolare Cangane si ferma per problemi fisici nel riscaldamento e al suo posto tra i pali va Gattuso. Il nipote di Rino gioca un match convincente e nel finale compie una paratissima. In panchina il figlio d’arte Tobias Del Piero, in campo il cugino Lorenzo.
Squadre in campo con le divise classiche, Pontedera con maglia amaranto, tigrotti con la maglia biancoblu a righe orizzontali, pantaloncini e calzettoni bianchi.
Pro che parte con buon piglio ma con il passare dei minuti tende troppo a specchiarsi e all'11' il portoghese Thiago Galeiras sblocca il risultato all’11’, trafiggendo in diagonale Maddalon (al debutto) al termine di un contropiede innescato da un lancio di 50 metri Ferrandino, ma anche dell’errore grossolano di Rossi in marcatura, forse tradito dal sole.
Colpita ancora quasi a freddo la Pro Patria, seguita in Toscana da una cinquantina di tifosi, grazie anche al pullman allestito dal PPC (oltre 700km d’amore), si riversa nella metà campo granata, con una pressione costante ma al tempo stesso sterile, con i toscani che si richiudono a difesa del vantaggio. I biancoblu prendono sempre più campo ma non graffiano, anche perchè sul finire di primo tempo l’arbitro, nega un rigore grosso come una casa a Forchignone.
Ripresa che si apre sullo stesso copione, fino a quando mister Zironelli all’ora di gioco ne cambia ben quattro in una volta sola: dentro Alliata, Baraye, Bianchini e Morrone, per Allasufi, Forchignone, Rossi e Gianola. Poker di ingressi che dà più sostanza alla squadra, i tigrotti che continuano a fare la partita (Benedetti metterà in mezzo dalla sinistra almeno una decina di cross), ma aumenta la lucidità del forcing. Alla mezz’ora Zironelli fa esordire anche Maistrello, ma è il neo entrato dei toscani Pignataro, al 77′, a fare una follia, rifilando appena tocca il terreno di gioco, rifilando una gomitata a Benedetti, proprio sotto gli occhi dell'arbitro e venendo inevitabilmente espulso. Zironelli inserisce subito Maistrello per Nanni. Pro in costante assalto della porta avversaria con il Pontedera chiuso sulla sua trequarti e visibilmente ormai sulle gambe. La svolta arriva all'84' per un fallo su Barranco dentro la lunetta dell'area. Benedetti con il suo sinistro spedisce in rete su punizione il meritato 1-1. Due minuti dopo, su calcio di rigore procurato da Arpino, Tommy Maistrello si prende la responsabilità di siglare il sorpasso con un altro sinistro di una freddezza glaciale.
Partità finita? Macché: difficoltà della difesa tigrotta a liberare l'area, palla che termina in angol. Tiro dalla bandierina difensori tigrotti a vuoto, Maddalon indeciso e così al 90′ Sanyang firma di testa il pari. La Pro che si butta in avanti ma il gol è negato da una parata sulla linea di porta di Gattuso sul colpo di testa di Alliata in tuffo dall'area piccola.
Controsorpasso che arriva davvero al 97′, all’ultimissimo assalto, tutta i biancoblu sono nell'area granata, palla sulla sinistra a Benedetti che mette al centro, il Pontedera prova a liberare ma la palla arriva sulla destra a Bianchini che crossa Baraye di testa spedisce in fondo il sacco il 2-3 per un finale che più folle non si può.


