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PRO PATRIA

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WALTER SABATINI ALLA PRO PATRIA

 
Colpaccio veramente incredibile per la Pro Patria. 
La nuova proprietà ha annunciat0 l’ingaggio di Walter Sabatini, 71 anni, già calciatore della Pro Patria nella stagione 1983-84 e dirigente di lungo corso ma da qualche tempo ai box per problemi fisici.
Personaggio di primissimo piano nel calcio italiano ed internazionale, sanguigno, vero, diretto, profondo conoscitore dell'ambiente a ogni latitudine, dalla sua le scoperte di Dybala, Pastore, Nesta, Di Vaio, Gattuso, Kolarov, Behrami, Muslera, Lichtsteiner, Radu, Kozák, Cavanda, Abel Hernández, Josip Iličič, Pajtim Kasami... Solo per citarne alcuni
Resta da capire la collocazione e i compiti che gli saranno affidati, dalla nuova proprietà biancoblu. Probabilmente sarà un consulente 
a cui ricorreranno i due uomini ufficiali del mercato bustocco Raffaele Ferrara e Giovanni Giovanditti che stano allestendo la nuova Pro Patria.
 
Walter Sabatini, nato il 2 maggio 1955 a Marsciano, in provincia di Perugia. Tigrotto per una sola stagione, quella con cui in pratica concluse la carriera, nel campionato di Serie C2 1983-84, dove scese in campo 29 volte segnando tre reti.
Arrivò a Busto dal Parma, grazie all'interessamento di Ossola, su consiglio di Sogliano, nell'operazione che portò Paolo Frara in Emilia.
Uno dei talenti più cristallini e puri, mai visti sul manto dello "Speroni", ma dal carattere difficile, introverso, spigoloso a tratti anche scontroso. Dotato di tecnica e fisico ma poco propenso ai tempi a fare sacrifici. Tratti che ne hanno limitato notevolmente una carriera da calciatore che doveva e poteva essere di livelli massimi.
A 17 anni (stagione 1972-73) fa il suo esordio in Serie B con il Perugia, dove nel campionato successivo contribuisce ad una difficile salvezza. La stagione seguente, seppur limitato dalla prima serie di gravi infortuni, partecipa alla cavalcata che porta il Perugia in Serie A, per la prima volta nella sua storia.
In seguito va per un anno al Varese (1975-76), dove scende in campo solo 10 volte, ma sufficienti a suscitare un'asta fra Juventus, Fiorentina e Roma per aggiudicarsene le prestazioni; approdando poi in giallorosso.
Sabatini con la Roma parte titolare, ma alla seconda giornata subisce un grave infortunio allo zigomo che lo tiene lontano dai campi per diversi mesi. Torna a Perugia, dove assiste anche alla morte in campo del suo amico Renato Curi, che lo segna ulteriormente. Altri infortuni e problemi vari, nel campionato 1978-79 passa al Palermo ma non scende mai in campo. Nell'annata successiva è al Vicenza in Serie B, collezionando 10 presenze. 23 sono quelle a Siracusa in C1, quindi 26 e due reti al Venezia in C2. Nella stagione 1982-83 è al Parma in C1, dove scende in campo 16 volte, realizzando due reti.   
Arriva alla Pro dai ducali, nel luglio 1983, dopo l'amarissima retrocessione dal campionato di C1, con un abbigliamento a dir poco fuori dai canoni, una barba sfatta da giorni e la sigaretta perennemente accesa in bocca. Allenato da Antonio Soncini, con compagni di squadra Ernestino Ramella, Gino Cossaro, Rodolfo Vanoli, Alfredo Betz, Antonio Pagani, Zorzetto, De Fraia. 
 
Si presenta ai tifosi biancoblù in un'amichevole estiva allo "Speroni" contro l'Inter. Prima palla giocabile lancio illuminante. Seconda, serpentina nello stretto che costringe Bagni al fallo duro, e poi ad attaccarsi ai pantaloncini per il resto della gara. Terzo pallone, prende la sfera a centrocampo sotto il settore dei popolari centrali, punta la porta verso gli spogliatoi, salta un uomo, un secondo con un movimento del bacino, mandandolo a terra, parte in velocità sulla fascia, arriva sul fondo e con un dribbling a rientrare manda a vuoto due tizi di nome Bergomi (Campione del Mondo) e Bini, intervenuti in scivolata. Un marziano. Sarà poi uno show "Sabatini contro Inter", fino a quando Antonio Soncini, non lo richiama in panchina tra gli applausi scroscianti di tutto il pubblico, interisti e neutrali compresi.
In campionato la Pro parte fortissimo sotto la guida di Soncini, si porta in testa ci rimane fino a quasi la fine del girone di andata. Sabatini è un po' la croce e delizia. Si allena e non si allena, alcune volte si mette sulla panchina fuori dalla sede a guardare gli altri allenarsi con la sigaretta in bocca. In campo molte volte si assenta, ha passaggi a vuoto. Ma quando decide di giocare, anche se per solo cinque minuti è delizia pura. Fa vincere delle partite praticamente da solo. Serve assits incredibili per Ramella (suo compagno al Varese), Casilli e Boi, batte punzioni come Maradona, Platini e Zico, per rimanare al top del tempo. A fine stagione la Pro chiude al nono posto ma Sabatini deciderà di lascere il calcio giocato a soili 29 anni. Proverà la carriera di allenatore, ma scopre il suo vero talento nel ricoprire il ruolo di Direttore Sportivo, scontrandosi anche pesantemente con Luciano Gaucci al Perugia.
Dal 1992 al 1994 Sabatini è responsabile del settore giovanile della Lazio. Sotto di lui  si mettono in luce in prima squadra Alessandro Nesta e Marco Di Vaio.
Nel 1994 è alla Triestina, dove tra lo scetticismo generale impone Riccardo Zampagna, ventunenne prelevato direttamente da una squadra di dilettanti in Umbria.
Nel 1998 all'Arezzo, dove trova il conterraneo Serse Cosmi allenatore, ed i due allestiscono una squadra che dapprima si salva poi, trascinata dalle reti di Fabio Bazzani, sfiora la promozione in Serie B.
La coppia Sabatini-Cosmi si ritroverà a collaborare a Perugia, dove lancia Gennaro Gattuso.
Un periodo di stop forzato, per una con proposta di radiazione per questioni riguardanti giovani calciatori, che poi termina in nulla.
Sabatini viene chiamato alla Lazio nell'agosto del 2004 da Claudio Lotito. Con i biancazzurri raggiunge la qualificazione in Champions League nel 2007. Scopre e lancia Kolarov, Behrami, Muslera, Lichtsteiner, Radu, Kozák e Cavanda.
Nel 2009 è al Palermo, dove riesce a portare a costi irrisori Acquah, Bačinovič, Abel Hernández, Josip Iličič, Pajtim Kasami, Morganella, Matteo Darmian, Muñoz, Santiago García e soprattutto Javier Pastore. Il 1º novembre 2010 si dimette dalla carica di ds del Palermo per motivi personali.
Nel 2011 è alla Roma, dove sotto la sua gestione ed indicazione vengono acquistati. Benatia, Marquinhos, Manolas, Strootman e Nainggolan. Ma sono soprattutto i colpi dei giovanissimi Lamela e Pjanić che fanno il botto, sia per la qualità dei giocatori che per gli utili milionari che portano. Ad inizio ottobre 2016 ha rescinde il suo contratto con la Roma. Il 10 maggio 2017 viene nominato coordinatore dell'area tecnica di Suning Sports Group, di cui fanno parte l'Inter e il Jiangsu Suning. Dopo nemmeno un anno, il 28 marzo 2018 risolve anticipatamente il contratto che lo legava al gruppo asiatico, per via di alcune divergenze di vedute. Finisce sotto i ferri e rimane in coma farmacologico per 25 giorni.
Il 18 giugno 2018, viene nominato responsabile dell'area tecnica della Sampdoria e rassegna le dimissioni il 23 aprile, per divergenze con il presidente Ferrero. Dal 17 giugno 2019 seguente è il coordinatore delle aree tecniche del Bologna e del Montréal Impact in Canadà, entrambe dello stesso proprietario l'italoamericano Joey Saputo. Il 27 settembre 2021, interrompe il rapporto con i rossoblù. 
Il 14 gennaio 2022 con il cambio societario viene nominato direttore sportivo della Salernitana in Serie A, dove va alla ricerca di una salvezza ritenuta impossibile a fine girone di andata, centrata dopo una rimonta impressionate, lancia il brasiliano Ederson, entrato in brevissimo tempo nel mirino dei principali club europei. A fine stagione a salvezza raggiunta, a sorpresa, non trova l'accordo con la società granata, in particolare con il presidente Iervolino, e si risolve il contratto. 
Il 19 dicembre 2023 torna alla Salernitana nelle vesti di direttore generale, ingaggia in prestito dalla Fiorentina l'ex tigrotto Pierozzi, ma non riesce a salvare la squadra dalla retrocessione.
Sabatini dall'estate 2023 è di fatto fuori dal mondo del calcio, per gravi motivi di salute, per un tumore ai polmoni. Da anni ha un solo polmone, l’altro glielo hanno asportato e di operazioni di ogni tipo ne ha subite tante. Malato cronico ai polmoni e ai bronchi, ha due stent al cuore ed è andato in coma indotto per 25 giorni. Si è dovuto muovere per diverso tempo con la sedia a rotelle, perchè si era spostata una vertebra e scivolando dal letto si è fratturato il femore. Per parlare doveva usare l’ossigeno.
Dal 3 agosto 2026, rientra nei ranghi societari della Pro Patria.
La sua storia si è intrecciata con quella della Pro Patria, nella finale play-off per la promozione in Serie B contro il Padova, il tecnico dei biancoscudati era suo fratello Carlo.

 



Luca Bassi, Giovanni Giovanditti, Walter Sabatini e l'Avv. Rossana Zema

 

 
 

Una formazione della Pro Patria 1983-84, Walter Sabatini primo in basso a destra.

 

La Pro scesa in campo a Leffe in quella stagione, Sabatini primo in basso a destra