LA CRONACA DELLA PARTITA

  Busto Arsizio  23 gennaio 2005  stadio "Speroni"

0 Pro Patria - Fidelis Andria   0

Campionato Italiano serie C1 - Ventesima giornata

 

 

 PRO PATRIA: Di Sarno, Citterio, Tramezzani, Boscolo, Annoni, Ceccarelli, Valtolina, Trezzi (4’ Carbone), Elia, Barison (84’ Davanzante), Temelin

In panchina: Capelletti, Borgomaneri, Andriulo, Bellosta, Lombardi  - All. P. Sala

FIDELIS ANDRIA: Aprea, Cioffi, Giovannini, La Marca, Sgarra, Langella, Scarpa, Musacco, Guazzo (81’ Stoijkov), Rizzi (90’ Emiliano), Frezza (40’ Silvestri).

In panchina: Bucchi, Ragaztu, Camasta – All. Rumignani

Arbitro: Sig. Andolfatto di Bassano del Grappa (Vi) (Rufolo – Griffa)

NOTE: Giornata fredda, con folate di vento gelido nel primo tempo, nella ripresa un pallido sole

Terreno in buone condizioni. Spettatori 1.800 circa (609 abbonati), 40 per l’Andria.

Corner: 5 - 2

Ammoniti: Annoni, Elia (P); Giovannini, La Marca, Sgarra (F)

 

La Pro, frena la sua corsa, pareggiando allo “Speroni”, contro una squadra che si è in pratica rifiutata di giocare per tutto l’arco della gara.

Rumignani, ha eretto una vera e propria linea “Maginot”, davanti al proprio portiere, con centrocampo e difesa, a stretto contatto, rinunciando alla ben che minima sortita in avanti nei 90’ minuti. Nella ripresa, la squadra pugliese è praticamente rimasta sulle sue posizioni di difesa, senza minimamente accennare ad uscire dalla propria metà campo, serrando se possibile ancora di più i reparti, arrivando a triplicare le marcature, infoltendo il centrocampo ed operando sistematicamente un gioco ostruzionistico al massimo, al limite della provocazione, con continue perdite di tempo e simulazioni.

Una squadra, quella ospite che ha badato sodo, che è andata giù piatta senza remore sulle caviglie, quando andava in difficoltà.

La Pro nel primo tempo ha anche segnato un goal valido, inspiegabilmente annullato (il terzo stagionale), dal sig. Andolfatto, di Bassano del Grappa, ennesimo arbitro scarso che capita in questa stagione allo “Speroni”. Oltre a non convalidare la rete, ha permesso le interruzioni continue degli ospiti e un gioco al limite del regolamento fatto di ripetuti falli da dietro, specialmente a centrocampo.

La Pro, con la solita emergenza uomini ha fatto quello che è nelle sue corde in questo momento, ma sulla gestione della gara, pesa anche il fatto di aver rischiato Trezzi, reduce da uno stiramento, ed averlo poi dovuto sostituire dopo solo 5’ minuti con Carbone, non certo il cambio ideale per il ruolo.

I biancoblù, hanno cercato di portare un vano assalto al bunker eretto da Rumignani, che ha rinunciato anche alle punte di ruolo a sua disposizione Stoijkov e Ragatzu, per riuscire nel suo intento di portare a casa un punto. Le occasioni le hanno anche create, in tre casi il portiere ospite Aprea, ha compiuto dei miracoli, ma i tigrotti, non sono mai riusciti ad alzare il ritmo della gara, lasciandosi irretire dalla fitta rete di passaggi a centrocampo dei pugliesi e dei loro falli, quando riuscivano a saltare l’uomo. Una delle chiavi di volta della gara è stata questa, l’incapacità della Pro, di saltare l’uomo nell’uno-contro-uno, e di porsi così in posizione di vantaggio, è mancato il guizzo, lo spunto vincente in velocità di Trezzi (o di un Romano, accantonato senza motivo e ceduto inopinatamente al Prato), ed anche di Valtolina, spesso ignorato dai compagni e sacrificato troppo in fase di copertura, contro una squadra che non-giocava, e che sarebbe stato utile con i sui guizzi e la sua esperienza, 20 metri in avanti.

L’altra chiave di volta, si trova nella mancanza di forza fisica nell’area avversaria. La Pro, davanti, ha gente brava tecnicamente e tatticamente, ma quando si affrontano squadre rognose e che si chiudono nella loro trincea, da cui non escono nemmeno a bere un sorso d’acqua, bisogna avere qualche “panzer”, per scardinare le difese. Poi una volta aperte ed in vantaggio si può pensare ad altro, l’incursione di Citterio in avanti ed il suo goal annullato, sono sintomatiche di questa mancanza di forza fisica della Pro, nel reparto avanzato.

Che la Fidelis Andria, sarebbe venuta a Busto, alla caccia solo del punticino, per muovere la classifica si sapeva; che le squadre condotte da Rumignani, si comportano in trasferta in questo modo, lo sanno anche i sassi, dalla metà degli anni 70. Non sono state prese le adeguate contromisure, che pure erano a disposizione. Gli esperti, Tramezzani, Elia e Valtolina, ci hanno provato, con qualche spunto personale, ma non è bastato, perché è mancato il cambio di ritmo deciso di tutta la squadra, nella sua manovra corale.     

 

Sala, come sempre rinuncia a diversi uomini, con Imburgia e Salvalaggio, che hanno già detto addio al campionato, Guidetti, indisponibile fino a Marzo, Dato tenuto a riposo precauzionale dopo la botta alla testa rimediata a Como; questo per quanto riguarda la difesa. A centro campo manca Vecchio ed in avanti si rinuncia a Romano, destinato al Prato, ma si rischia Trezzi, ancora alle prese con uno stiramento.

Biancoblù, in campo con la classica maglia e pantaloncini bianchi, con Di Sarno tra i pali, Citterio ed Annoni laterali, Ceccarelli in mezzo. Tramezzani largo a sinistra, Valtolina a destra, Boscolo davanti alla difesa, Barison vertice alto e la coppia Elia-Temelin in avanti.

Fidelis Andria in campo con maglia e calzettoni rossi, con pantaloncini azzurri, Rumignani deve fare a meno del difensore Pisani e del centrocampista La Rosa, per squalifica, ma a sorpresa rinuncia anche agli attaccanti Stoijkov e Ragatzu, che in settimana aveva avuto noie muscolari, dirottandoli in panchina.

Il tecnico friulano, manda sul terreno di gioco una squadra a trazione posteriore inserendo in avanti Guazzo, rilevato di recente dal Palazzolo (C2/A).

Il avvio i pugliesi presentano un 4-4-1-1, con Aprea tra i pali, a destra Cioffi ed a sinistra l’ex legnanese Giovannini, al centro del reparto i ruvidi ed esperti Langella e Sgarra.

Centrocampo con il biondo La Marca davanti alla difesa, Musacco e Rizzi poco più avanti, Frezza largo a sinistra. In avanti Guazzo isolato e Scarpa dieci metri più indietro.

Si parte con la tifoseria biancoblù, presente in discreto numero nonostante il blocco del traffico e la giornata rigida, che accoglie la squadra con una fumogenata biancoblù, sventolio di bandiere e vessilli e cori d’incitamento. I poco meno di40 tifosi dell’Andria, per lo più giunti dalle zone del Nord, si propongono sullo stesso copione.

Pronti via ed al primo scatto, Trezzi, rischiato da Sala dopo lo stiramento di delle scorse settimane, accusa una fitta alla gamba e chiede il cambio: al suo posto entra Angelo Carbone. L’ex milanista si mette in evidenza subito, lasciando partire un tiro dal limite, che si perde di poco alto sulla traversa.

La Pro, comando il gioco e la Fidelis, ricorre subito al raddoppio di marcatura sugli Elia-Temelin-Valtolina ed al fallo tattico sistematico. Gli uomini di Sala, provano ad alzare il ritmo ed al 6’ manda al tiro Temelin, conclusione che và però alta. Il match è a senso unico, bustocchi in avanti e pugliesi che sotto gli ordini di Rumignani arretrano sempre di più, formando una doppia linea difensiva con il centrocampo che si allinea quasi sul pacchetto arretrato a formare un vero e proprio muro umano, con il solo Guazzo lontanissimo ed isolato in avanti. Bloccando inizialmente con le buone e poi sempre più spesso le manovre biancoblù.

9’ di gioco e primo miracolo del portiere ospite Aprea, bell’azione sul fronte destro d’attacco bustocco, Elia scambia con Carbone che si porta sul fondo e mette in mezzo, Temelin colpisce di testa a botta sicura, tutto lo stadio grida al goal, ma il numero uno ospite preso in controtempo, riesce con un riflesso istintivo a smanacciare la palla, che rimane a danzare sulla linea di porta, con la difesa andriese che poi libera.

11’ Insiste la Pro, bell’azione di Temelin, sul fondo palla in mezzo ma questa volta Aprea blocca in uscita.

La fitta rete dei pugliesi a centrocampo, riesce a bloccare la manovra biancoblù, che non trova sbocchi; gli andriesi raddoppiano sistematicamente sull’uomo con la palla e non li lasciano letteralmente girare. Il biondo La Marca e Frezza, non disdegnano entrate decise e ruvide, venendo graziati dal indeciso Andolfatto.

18’ Bella combinazione Elia-Temelin, che viene bloccata da Sgarra in recupero.

Pubblico bustocco che sostiene la squadra da tutti i settori e prede di mira l’arbitro, perché lascia correre il gioco duro, al limite dell’intimidazione dei pugliesi.

20’ Gli ospiti, mettono il naso fuori dalla loro metàcampo con un lancio dalle retrovie, Valtolina controlla, ma sulla trequarti ha un’indecisione, che permette a Musacco, di rubargli palla e di tentare un velleitario tiro da 25 metri, facile preda Di Sarno, che viene finalmente fatto partecipe del gioco.

25’ Azione in avanti della Pro, colpo di testa di Barison che Aprea alza sulla traversa.

Il goal annullato alla Pro, arriva al 26’ minuto: corner dalla sinistra, palla lunga che supera nettamente Aprea, Citterio irrompe dalle retrovie ed insacca. L’arbitro, annulla per un presunto fallo su un giocatore pugliese.

Spaventati, gli andriesi provano una temeraria sortita dalla trincea: scambiano Guazzo e Scarpa, il numero nove, riceve in area quasi sul fondo e… svirgola clamorosamente.

Ancora la Pro al tiro, al 29’: conclusione di Valtolina dal limite che si perde poco sopra l’incrocio.

Subissato dalle grida e dai cori dello “Speroni”, la giacchetta nera, al 31’ decide all’ennesimo fallo, di estrarre il cartellino, ammonendo il numero 3 ospite Giovannini.

32’ corner, batte Tramezzani, palla ribattuta che arriva a Boscolo al limite, tiro secco rasoterra, che “la muraglia umana” andriese, tutti e 11 nei 16 metri, ribatte.

Il sig. Andolfatto, probabilmente non soddisfatto dei cori nei suoi confronti, decide di ammonire il primo bustocco, che gli capita, così ne fa le spese Annoni, per un normale fallo di gioco a centrocampo. Così il fischietto veneto si prende una dose doppia e meritata.

Secondo, miracolo di Aprea al 33’, scambio nello stretto Elia-Valtolina, palla nell’area piccola a Carbone, che si presenta davanti al portiere ospite, il quale riesce in qualche maniera a smorzare il tiro con il corpo, sulla ribattuta Elia, viene anticipato.

Al 36’ Tramezzani và via di forza e prepotenza sulla fascia sotto la tribuna, La Marca non trova niente di meglio che falciarlo. Cartellino giallo ineccepibile, con il biondo numero 4 andriese, che ha trova anche da ridire.

41’ cambio anche nelle file ospite, il falloso Frezza, lascia il terreno di gioco per Silvestri.

Al fischio che indica l’intervallo, Annoni e la panchina ospite, vengono a stretto contatto, diverse volte, con Di Sarno che và a prendere il compagno

 

Per la seconda frazione, le due squadre si presentano con i medesimi effettivi, ma la Pro sempre più convinta e decisa e và subito alla ricerca della rete. Al 1’ Elia, ben lanciato da Annoni, viene fermato per un fuorigioco inesistente.

48’ Azione decisa di Tramezzani, che và sul fondo, palla tesa, Aprea esce e toglie la sfera dalla testa di Elia.

50’ Elia, viene steso da Sgarra al limite, dell’area, rimediando un cartellino giallo. Punizione di Tramezzani, che la barriera ribatte. Valtolina riprende e viene steso senza pietà. Altra punizione per la Pro, ribatte Tramezzani, tiro teso che il portiere manda in corner.

Andria, tutta chiusa nella propria trequarti, e che chiude ogni minimo varco, abbassando i già bassi ritmi di gioco ed alla minima occasione, la squadra di Rumignani perde tempo.

Cross dalla sinistra di Temelin al 55’, elevazione di Ceccarelli che colpisce ma manda direttamente tra le braccia di Aprea, che si ritrova tra le mani il pallone.

Altro fuorigioco, molto dubbio fischiato, questa volta ai danni di Temelin.

64’ altro fallo su Elia al limite, punizione che batte Tramezzani, con un tiro teso sul secondo palo e terzo miracolo di Aprea, che si allunga tutto e riesce a smanacciare in angolo.

La netta e schiacciante supremazia biancoblù, non riesce a trovare concretezza, non riuscendo a finalizzare in rete. Manca la forza fisica per lottare nel cuore dell’area ospite ed un po’ di velocità e fantasia, per scardinare il “bunker”, creato ad arte da Rumignani.

71’ Elia, spalle alla porta, riceve palla nei 16 metri, perde l’attimo e poi non riesce a trovare un compagno libero. I tentativi di perdere tempo degli ospiti si sprecano.

73’ provano sulla destra in tandem Valtolina e Temelin, ma il cross a tagliare l’area trova in controtempo Barison.

74’, Passeggiata nella metàcampo bustocca, da parte dell’Andria, con Musacco che prova ancora la conclusione dalla distanza. Un tiro che fa tenerezza.

78’ Stesso settore, Temelin và al tiro, con Aprea che blocca.

Ogni varco verso la porta ospite è chiuso, con tutta la squadra pugliese, stabilmente nei propri ultimi 16 metri.

Sala, prova la carta Davanzante all’84’, forse con ritardo, inserendolo al posto di Barison.

Nei 3’ minuti di recupero il risultato non si sblocca.

Al triplice fischio finale, il tecnico dell’Andria, Rumignani, non pago del “non-calcio”, offerto dalla sua squadra, si rende anche autore di ripetuti provocazioni con gesti, verso la tribuna bustocca.