LA CRONACA DELLA PARTITA

5 marzo 2006
Stadio "C.Speroni" di Busto A.
25^ GIORNATA SERIE C1 GIR. A
PRO PATRIA 4

GENOA 3

PRO PATRIA: Capelletti, Perfetti, Imburgia, Boscolo, Citterio, Franchini, Ticli, Vecchio, Temelin (86' Rosso), Tramezzani (65' Dato), Trezzi (82' Marino). 
In panchina: Castelli, Colombo, Confessore, Lattanzio - All. Discepoli 

GENOA: Gazzoli (33' Barasso), Ambrogioni (72' De Vezze), Moretti, Mamede, Stellini, Baldini, Rossi, Coppola, Lopez (68' Caccia), Iliev, Grabbi. 
In panchina: Grando, Bacis, Botta, Fusco - All. Vavassori 

Arbitro: Scoditti di Bologna (Conti e Avella) 

Marcatori: 5' rig. Grabbi (G), 19' Citterio (Pro), 22' Trezzi (Pro), 25' aut. Perfetti (G), 30' Tramezzani (Pro), 62' Temelin (Pro), 87' aut. Citterio (G) 


NOTE: giornata fresca con leggero vento, terreno in non perfette condizioni, risente della neve e del ghiaccio delle scorse settimane. Spettatori 3.600 (669 abbonati). 1.000 gli ospiti. 
Presenti in tribuna diverse autorità tra cui il sidaco di Busto Rosa, oltre a diversi tecnici, come gli ex biancoblù Slavatore Asmini (direttore tecnico della Sampdoria) e Fabio Mondoni (nello staff del Genoa). 
Al quarto d'ora del primo tempo un malore ha colpito primo tempo Giovanni Ceriotti, 80 anni, zio del difensore del Genoa Cristian Stellini che risiede nel bustocco e che è cresciuto nelle giovanili della Pro. L'aziano era presente in presente in Tribuna Laterale, con altri parenti tutti tifosi della Pro. Immediato l'intervento di una cardiologa presente in Tribuna Centrale e quello dei sanitari del 118 presenti allo stadio e delle forze dell'ordine, ma le condizioni dell'anziano sono apparse subito gravissime e per lui non c'è stato nulla da fare. 

Ammoniti: Franchini, Tramezzani, Vecchio e Boscolo (Pro); Moretti e De Vezze (G) 
Angoli: 2-5 
Recupero: 7' (4'+3') 



"..La squadra bustocca, sconfisse l'orgogliosa e possente Juventus. Si dice bella forza!! Il campo dei bustesi è l'antro della tigre: chi si avventura ci lascia la pelle!!" 
....."Allora si delibera di conferire a questi giovanotti, un volta per sempre la qualifica di tigrotti. Non si tratta del conferimento protocollare e degli attributi di una fiera qualunque tanto per fare bella figura. Si tratta veramente di Tigrotti, con tanto di unghioli, e con quel loro caratteristico modo di balzare addosso agli avversari che neppure hanno il tempo di tirare il respiro. Squadra nata per la battaglia è la Pro Patria, non che il suo gioco sia povero di pregi tecnici e il suo stile sia macchiato e confuso. La tecnica e lo stile poi, non sono proiezioni della geometria sullo schermo verde dei campi di foot-ball; c'è una tecnica ed uno stile difficili da incapsulare in definizioni rigide, ma non per questo meno evidenti e vitali, anche nel gioco delle squadre che esprimono compiutamente se stesse nelle fiamme del combattimento. Così la Pro Patria, tipica squadra d'assalto, generosa, ardentissima, spezzante della statura degli antagonisti, prodiga le sue energie fino all'esaurimento." 


Bruno Roghi - da La Domenica Sportiva supplemento de La Gazzetta dello Sport 12 Marzo 1931 

Mai come questa volta l'appellativo di tigrotti, ritorna in voga. Quante volte negli ultimi decenni, abbiamo sperato invano di vedere anche i tigrotti, scagliarsi sull'avversario come ai bei tempi, quante volte gli abbiamo beccati ed insultati dicendo loro, "Non siete degni!! Cambià mistè!!!". 
Ora no, oggi siamo in pace e li abbiamo ritrovati, dei veri tigrotti, orgogliosi e fieri, tignosi e puntigliosi, caparbi, nati per la battaglia e spezzanti della statura degli antagonisti, prodiga le sue energie fino all'esaurimento. Ora finalmente anche noi "giovani", abbiamo visto cosa erano i Turconi, i Borsani, i Re Cecconi e tutti gli altri. Questi ragazzi che oggi sono scesi in campo con la gloriosa maglia biancoblù, sono i degni epigoni di quelli. Ringraziamoli una volta tanto, con passione per la gioia che ci hanno regalato, e che si sono regalati dopo quanto successe all'andata. 
Un 4-3, in cui nessuno sperava, in particolare dopo soli 4' minuti di gioco, quando la Pro era andata sotto di una rete per un rigore concesso agli ospiti. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla rimonta biancoblù, ma da lì in poi i tigrotti hanno fatto risputare gli artigli ed hanno azzannato il grifone. 
Questa vittoria ha radici lontane, dal 16 Ottobre 2005, con quel 2-0 al "Ferraris" e le dichiarazioni-delirio del d.g. rossoblù Fabiani. Da allora la vendetta covava ed è stata servita ottimamente, confezionata alla perfezione, con merito e gusto. Tutto l'ambiente voleva "ripagare" sportivamente quanto successe all'andata e così è stato, per una vittoria fortemente voluta e conquistata senza se e senza ma. Senza recriminazioni alcuna da parte degli avversari tanto è netta, pulita e limpida, al contrario di quanto avvenne a Marassi. 
Quella di oggi è stata una grande affermazione della Pro Patria a tutti i livelli. Vittoria ni-ti-da per 4-3, inflitta al Genoa una lezioncina di gioco, umiltà e praticità oltre alla prima sconfitta stagionale e prima dopo 37 gare utili e che ha interrotto un 'anno esatto d'imbattibilità rossoblù. 
Ma cosa più importante rilancia con pieno merito le ambizioni della società bustocca. Una festa biancoblu è purtroppo ridimensionata dalla scomparsa di Giovanni Ceriotti, zio del difensore rossoblu Stellini, colpito da infarto mentre assisteva al match in tribuna, presente con la famiglia da sempre tifosa dei tigrotti. 

GDD, ha cui vanno grandi meriti per "questo piccolo capolovaro", oltre alla disparità di valori in campo, sbilanciata a favore dei liguri con una squadra costruita spendendo 15 milioni di Euro (30 miliardi di vecchie lire), come sempre i deve far fronte a numerose assenze, i soliti Barison, Gibbs, Salvalaggio oltre al bomber Artico, Ambrosetti, Cioffi e Davanzante e gli squalificati Valtolina e Bianco, totale 9 elementi, con Boscolo recuperato in extremis. 
Il tenico dei tigrotti, recupera dopo 3 mesi di assenza il di capitano Paolo Tramezzani, e lo schiera nel suo ruolo naturale di esterno sinistro di centrocampo. In attacco al posto di Artico, afflitto da tendinite avanza Trezzi al fianco di Temelin, confermando per il resto la squadra delle ultime settimane. Portando in panchina due ragazzi degli Allievi due classe 88' ed uno dell'89. 
Sul fronte opposto, il Genoa, non ha particolari assenza in una rosa ampia e ricca, lamentando solo la mancanza di Zaniolo e Lamacchi. Scende in campo con un 4-4-2 piuttosto offensivo che vede, con i porta Gazzoli, difesa con Ambrogioni a destra e Moretti a sinistra, coppia centrale Baldini ed il bustocco Stellini. Centrocampo con il portoghese Mamede in regia, Coppola a sostegno, esterni Iliev e Rossi molto avanzati sulle fasce, e la coppia d'attacco formata da Lopez (attaccante 22enne che parteciperà ai prossimi Mondiali in Germania con il Paraguay) e l'esperto Grabbi. 

Si parte con una discreta cornice di pubblico allo "Speroni", ma al di sotto delle attese con solo 3.600 presenze con un migliaio di tifosi ospiti, giunti dal capoluogo ligure per sostenere la capolista, nell'insidiosa trasferta di Busto, in quella che la stessa società rossoblù aveva definito come una delle più abbordabili. 
Squadre in campo con le loro divise classiche, ad onorare anche il concorso del "Guerin Sportivo", di alcuni anni fa che vide quella rossoblù piazzarsi prima e quella biancoblù seconda per soli 44 voti di distacco. Parte bene, la Pro che dimostra subito di non aver timore reverenziale e si porta in avanti mandando al tiro Imburgia con un diagonale di sinistro che si perde di poco a lato. Genoa che trotterella in mezzo al campo e cerca di tenere palla con la sua esperienza ed al 4' grazie ad un regalo della difesa bustocca passano in vantaggio. Pacchetto arretrato che balbetta, come in alcune occasioni a Padova, Iliev sfrutta un grossolano errore di Citterioo a pochi metri fuori dall'area, trova un autostrada davanti e si porta verso i 16 metri: Franchini, tenta il tutto per tutto, ma non può far altro che atterrare il giocatore jugoslavo, con l'arbitro che decreta il calcio di rigore. Con quelli del match d'andata, il quarto tiro dal dischetto in favore dei rossoblu, contro la Pro e questo forse è l'unico netto. Dagli undici metri batte Grabbi, che di potenza non dà scampo a Capelletti, con una botta centrale. 
I ragazzi di GCD, sembrano subire il colpo e rinserrano subito le fila dopo un attimo di smarrimento, e subito producono una mischia davanti a Gazzoli, poi con una bella azione di Ticli che lascia sul posto un paio di uomini, va al tiro costringendo Stellini ad immolarsi sulla conclusione, quindi sfiorano il pareggio con Perfetti. E finalmente al diciottesimo di gioco trovano il gol del meritato 1-1: punizione di Tramezzani dalla sinistra, nel cuore dell'area rossoblù tuffo imperioso di Citterio che anticipa il suo marcatore e trafigge un incolpevole Gazzoli, con una forte girata di testa. 
Per il difensore tigrotto è la prima rete in campionato, che fa esplodere di gioia una parte del pubblico biancoblu, mentre in Tribuna Laterale è già scoppiato da alcuni minuti il dramma di Giovanni Ceriotti. 
Pro che macina azioni su azioni, con Ticli, che inventa, cuce, disegna arabeschi di calcio, e recupera palloni, mentre gli ospiti sembrano sulle gambe ed incapaci di reagire di fare. 
Tigrotti che dopo soli quattro minuti si portano meritatamente in vantaggio grazie ad un grande gol di Trezzi. Azione sulla sinistra con Tramezzani, steso con un intervento durissimo da tergo, l'arbitro però lascia correre con la palla che arriva a "Carlito"; il numero dieci biancoblù, supera un avversario e si porta verso il vertice sinistro dell'area di rigore, da dove la prende la mira con chirurgica precisione prima di lasciar partire un destro a girare che si insacca basso sul palo opposto alle spalle dell'estremo difensore genoano. Un goal alla Del Piero dei tempi migliori, con grande esultanza per l'attaccante e del pubblico bustocco. Seguono attimi di tensioni in tribuna laterale dove è posizionato anche un gruppo di tifosi liguri, che si becca insistentemente con i supporters locali. 
Tramezzani viene portato a bordo campo, dove si teme il peggio, con Dato che prende precauzionalmente a scaldarsi. Il capitano, rimarrà fuori 5 minuti abbondanti, giusto il tempo che serve al Genoa per pareggiare, cosa che avviene al 26'. 
Azione concitata nell'area bustocca, palla che viaggia da una parte all'altra, fino a quando arriva nei piedi del portoghese Mamede, che cerca un diagonale forte, la traiettoria porta fuori dallo specchio della porta ma intervenire in piena area di rigore un difensore biancoblu che devia di stinco con la palla che supera l'incolpevole Capelletti, con un beffardo pallonetto che si spegne lentamente in fondo al sacco. Settore di Tribuna Laterale sempre rovente, per gli scambi tra gli opposti schieramenti, ma tutto lo "Speroni"; prende ad incitare i tigrotti in campo ed al 31' esultano ancora per il terzo goal della Pro. Fallo sull'inarrestabile Ticli, a circa 25 metri dalla porta in posizione leggermente defilata, grandissima punizione di "Tramezzetor", che di sinistro centra l'angolino opposto alle spalle di Gazzoli per il 3-2 in favore della Pro. Nella circostanza il portiere ospite, sbatte contro il palo e si infortuna seriamente, venendo portato via in barella, al suo posto entra Barasso. 
Tigrotti che hanno voglia e grinta nel cuore e nelle gambe, macinano gioco ed azioni che un piacere, giostrando bene in tutte le zone del campo senza correre alcun pericolo, anzi Ticli e Temelin creano diversi grattacapi alla statica difesa ospite e per fermare il numero sette biancoblù spesso i genoani devono ricorrere alle maniere forti, così Moretti all'ennesimo fallo rimedia il giallo. 
Genoa che prova a ripresentarsi dalla parte dell'area bustocca sul finire della prima frazione ed a momenti il vento, da una mano al grifone, smorzando improvvisamente un cross di Mamede, che inganna Capelletti il quale esce a vuoto, palla recuperata dagli ospiti e rimessa in mezzo con la porta biancoblù sguarnita, ma la difesa rimedia. 
Il primo tempo si conclude quindi sul 3-2 in favore della Pro, superiore all'avversario specialmente sul piano fisico e della determinazione, con i tigrotti che escono dal campo sotto gli applausi e cori continui. 

Al rientro delle squadre in campo ci sono gli stessi uomini che hanno concluso i primi 45' di gioco, con il Genoa che sembra però più deciso, attacca e dopo soli 3 minuti sfiora il pareggio; Ambrogioni effettua un cross dalla destra che spinto dal vento mette fuori ancora posizione Capelletti, palla che trova Iliev pronto a colpire; il colpo di testa dell' attaccante rossoblù consegna solo l'illusione del gol ai propri sostenitori, ma termina a lato seppur di poco. 
Poi è Barasso a fare i conti con il vento, e tocca alla Pro andare vicino alla quarta rete con Temelin e Trezzi, ma nell'occasione non centrano il bersaglio. I liguri insistono e si rendono pericolosi con un bel tiro di sinistro Moretti, che allungato dal vento al 55' costringe Capelletti a rifugiarsi in corner. 
Ospiti che cercano di portare pressione, ma non alzano mai il ritmo, con Imburgia e Perfetti che chiudono ottimamente sugli esterni imbrigliando i temuti Rossi e Iliev. Mentre in mezzo Vecchio e Boscolo, mordono ed assaltano chiunque passi dalle loro parti. 
Rossoblù che cercano di sfruttare il vento a favore con lunghi lanci al centro area per Grabbi e Lopez, che creano qualche apprensione al pacchetto arretrato biancoblù, ma il tutto è sempre tenuto sotto controllo. 
Nonostante la pressione avversaria, ma non marcata i tigrotti hanno birra in corpo e con ripartenze a destra ed a sinistra mettono tengono sempre in apprensione la difesa ospite ed al 62' rifilano il poker al Genoa. 
Centrocampo biancoblù che sdradica letteralmente un pallone agli ospiti, parte un ficcante contropiede, che perdono un pallone a centrocampo e danno il via al contropiede bustocco, Trezzi s'invola sotto la tribuna e lascia sul posto un paio di avversari, si accentra attirandosi tre giocatori liguri in affannoso recupero e poi serve Temelin sul palo opposto, per il bomber è una formalità infilare Barasso, per il suo decimo centro stagionale. "Speroni" che esplode, e se il tifo era già inteso e continuo nei minuti precedenti, raggiunge lo zenith, scatenando un vero e proprio pandemonio. 
65' cambio nelle file bustocche, con Tramezzani che lascia il terreno di gioco, per Dato e la fascia di capitano a Trezzi. Standing-ovation per "Tramezzetor". 
Il Genoa cerca la reazione d'orgoglio con Vavassori che prova il tutto per tutto, inserendo prima l'esperto attacante Caccia per Lopez, quindi l'incursore De Vezze per Ambrogioni, portando decisamente avanti il baricentro della propria squadra. Ma De Vezze, dopo soli 2 minuti di gioco, non trova niente di meglio da fare che scalciare da dietro a centrocampo Ticli, rimediando il giusto cartellino giallo. 
Pro che stringe i denti sostenuta a gran voce dal proprio pubblico che incita con continuità. 
Match che sembra già chiuso, nonostante la blasonata capolista cerchi di rimanere in partita, all'81 Caccia, lanciato a rete solo davanti a Capelletti, viene anticipato dal numero uno bustocco. 82' seconda stading-ovation, questa volta per Trezzi, con Marino che prende il suo posto, poi all'85' tocca a Temelin prendere l'ovazione con Rosso, che lo sostituisce. Meno di un minuto ed il Genoa, all' 86' riceve un omaggio dall'arbitro Scoditti, che s'inventa una punizione dal limite per gli ospiti, con palla già lontana e senza che l'attaccante rossoblù venga colpito. Barriera biancoblù, mal disposta e la punizione di Grabbi deviata in barriera da Citterio permette al Genoa di accorciare le distanze, facendo diventare palpitante il finale di una gara già intensa. 
Genoani che provano un timido forcing finale, con alcuni traversoni laterali spinti dal vento, ma sempre ben contenuto dai tigrotti, che nei minuti di recuperano si portano in avanti e conquistando con pieno merito una vittoria di prestigio e soprattutto tre punti importanti per il proseguio della stagione. 
Tigrotti che festeggiano a lungo sul terreno di gioco, con Tramezzani che viene intervistato da Sky, poi corsa e tuffo di tutta la squadra sotto il settore degli Ultras, rientrando quasi tutti in mutande negli spogliatoi fra gli applausi dello "Speroni" entusiasta !!! 
Con tanti saluti al Sig. Mariano Fabiani, che dopo tutto quello che disse davanti alle telecamere all'andata, non ha nemmeno avuto il buon gusto ed il coraggio di farsi vedere.