IL CAMPIONATO 1971 - 72

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La situazione si riflette immancabilmente sulla 1a squadra che è affidata alle cure di Bruno Bolchi a cui Cesare Pellegatta fa da prestanome, in quanto l'ex granata non era provvisto del patentino di allenatore. Bolchi si occupa anche della campagna acquisti grazie alle conoscenze maturate nei suoi anni in serie A, arrivano alla Pro Patria diversi giovani di buone speranze ma poco più che 20enni, dalle squadre giovanili di Inter e Torino, alla loro prima vera esperienza in un campionato professionistico.

Monico difensore, Nissoli ala, Brunetta attaccante, Cortesi centrocampista dalle giovanili dell'Inter, mentre lo stopper Fregonas arriva dal Torino.

Pippo Taglioretti abbandona l'attività, Panucci torna nella sua Albissola, Mischis da diversi anni colonna della difesa viene inspiegabilmente accantonato e poi ceduto, così come Righetto giovane ma che nella precedente stagione aveva ben impressionato, Oliva è ancora alle prese con l'infortunio al menisco, Verdelli giocatore di talento arrivato come centravanti dopo l'incidente subito anche lui contro il Verbania si ritrova a giostrare da libero, togliendo così alla squadra quella esperienza e qualità che sarebbe servita sopratutto la davanti.

La squadra fa fatica, si perde male alla seconda giornata a Tortona, alcuni episodi non aiutano certo come a Padova alla 4a g. quando l'arbitro Giuseppe Marti di Napoli ne combina di tutti i colori espellendo 3 giocatori biancoblù ed assegnando un penalty più che dubbio ai patavini nel finale, facendolo poi ripetere dopo la parata di Anelli, al termine i tigrotti abbandoneranno l'Appiani sconfitti per 1-0.

Squalifiche, infortuni, incomprensioni personali e tecniche, si aggiungono all'inesperienza dei giovani che pure stanno dimostrando buona stoffa come Monico, Fregonas e Brunetta (quando riesce ad essere impiegato).

Davanti non si vede la porta avversaria, l'unico che ha senso del goal è Gambazza, che non si è ripreso del tutto dal grave incidente patito a Verbania nella stagione precedente, ma che senz'altro sarebbe utile all'economia della squadra almeno per dare maggiore esperienza, ma Bolchi lo esclude quasi sempre della formazione di partenza.

Le incompresioni societarie continuano anzi precipitano così come quelle tecniche, infatti non si riesce a far ottenere il patentino di allenatore a "Maciste" Bolchi che si dibatte nel ruolo di giocatore-allenatore, schierandosi di volta in volta in campo o in panchina per poter guidare la squadra da vicino, ma che in realtà toglie la possibilità dell'unico cambio possibile ai tempi.

All'8a giornata la Pro già in affanno di classifica, affronta in casa la capolista Lecco con Bolchi in panchina seduto con la maglia n° 13, la Pro in un attimo si trova sotto di 2 goals, Bolchi entra in campo nella ripresa per guidare la rimonta, segna un gran goal che illude i tifosi, nei minuti finali, crampi, infortuni lasciano la squadra con gli uomini contati, la solita inesperienza fa il resto, la partita termina con un sonante 4-1 per i blu celesti.

Una batosta casalinga che lascia il segno, Mancini nonostante l'amicizia che lo lega a Bruno Bolchi è costretto ad esonerarlo, le polemiche, le inconpresioni montano, la squadra viene affidata alla guida del duo Pellegatta-Gipo Calloni.

L'esordio della coppia avviene la domenica successiva a Vercelli; Pellegatta in panchina e Calloni a studiare ed indicare le mosse da compiere, si espugna il Robbiano e si vince anche la domenica successiva in casa con il Treviso; il duo tecnico sembra funzionare e le polemiche si placano.

L'ambiente societario decisamente non è tranquillo, il rendimento altalenante dei giovani e l'ormai cronica carenza in fatto realizzativo fanno scivolare ancora la squadra verso il fondo della classifica.

A Busto il 2 Gen. 1972 Pro Patria e Legnano si affrontano in un derby in cui domina la paura di perdere, entrambe sono sul fondo classifica la partita non è certo entusiasmante, il primo tempo termina con uno 0-0 che rispecchia fedelmente quanto fatto vedere in campo dalle due compagini.

Poi il solito Mongitore porta in vantaggio il Legnano, sembra fatta per i legnanesi che si apprestano ad espugnare lo Speroni per la seconda volta dopo il blitz di due anni prima, ma proprio allo scadere il pareggio grazie a Nissoli che con un sinistro potente fulmina Castellazzi. 

Questo nuovo spavento fa decidere per un nuovo cambio in panchina, viene richiamato in prima squadra Renzo Burini e si accantonano un pò a sorpresa Calloni e Pellegatta, che pur tra mille difficoltà ambientali e tecniche stanno incamerando punti preziosi che tengono la Pro a galla seppur con fatica.

Nel frattempo frastornato dagli avvenimenti Peppino Mancini ha abbandonato la conduzione societaria che passa nelle mani di un industriale bustocco, Ernani Ferrario che vorrebbe risanare prima di tutto la società dal punto di vista amministrativo dopo anni di difficoltà riunendo attorno a se, industriali e creditori con una sorta di azionariato popolare, ma non trova aiuti validi attorno a se, rimettendo il tutto nelle mani dell'Assemblea dei soci che rinomina Mancini nel solito ruolo di Commissario Straordinario.

Ormai è il caos totale, con Burini si ottengono dei buoni risultati nonostante tutto, ma la classifica langue e le giornate si assottigliano, Bolchi ricompare nelle vesti di assistente tecnico per tentare un'estremo tentativo in vista del traguardo finale.

Mancini rimedia anche una pesante squalifica come dirigente, così Carluccio De Bernardi viene nominato al suo posto e come se non bastasse si decide per un ennesimo ribaltone alla guida tecnica della squadra, si accantonano Bolchi e Burini per far posto ad un altra coppia, Angelo Turconi-Franco Pedroni e il tutto avviene a sole 6 giornate dalla fine.....Rovereto, Imperia, Legnano, Seregno, Udinese e Venezia sono le tappe che dovrebbero portare alla salvezza.

Il primo è un vero è un vero e proprio spareggio salvezza, numerosissimi sono i tifosi biancoblù che salgono in Trentino al capezzale della Pro che però soccombe per 3-1, la domenica successiva partita casalinga da vincere a tutti i costi con l'Imperia se si vuole alimentare le speranze di salvezza, la squadra gioca con il cuore si porta in vantaggio ma viene raggiunta nel finale dell'incontro.

Il 28 Maggio 72 , si va al derby in clima da ultima spiaggia, il Legnano si è tolto dai bassi fondi ed ormai si è portato verso una classifica più che tranquilla, e non ha più niente da chiedere al campionato, il solito Mongitore segna e condanna alla sconfitta nel derby la Pro per 1-0 dopo un primo tempo terminato in parità, sconfitta che condanna in pratica la Pro Patria ad un'amara retrocessione in serie D, il punto più basso mai raggiunto dalla gloriosa società biancoblù.

La partita con il Seregno termina con una vittoria per 2-1, con una bellissima rete del bistrattato Gambazza, che fa aumentare ulteriormente i rimpianti per una stagione gestita malissimo.

Classifica ultime posizioni: Piacenza 34p, Rovereto, Seregno 33, Pro Vercelli, Treviso 32, Imperia e Pro Patria 27. sono solo 18 le reti realizzate contro le 48 subite.

Squadra base: Anelli, Croci, Fregonas, Lombardi, Monico, Verdelli (De Bernardi Gianf.), Casna (Calloni), Cortesi (Gambazza), Cortellezzi (Brunetta), Frigerio (Denti), Nissoli (Rosignoli).

La retrocessione scampata per un soffio all'ultima giornata nel campionato precedente, sembra aver dato una scarica più una guida tecnica capace come quella di Regalia non si va lontano; l'entusiasmo e la voglia di fare si scontrano subito con la mancanza di organizzazione, di struttura societaria, il tutto si riversa poi sul setti ottimi risultati.

 

Frigerio

 

 

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