LA PROSSIMA AVVERSARIA

 

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LEGNANO A.C..

1913

 

ASSOCIAZIONE CALCIO LEGNANO srl 1913

Colori sociali: maglia viola tenue tendente al pallido, calzoncini bianchi, calzettoni bianchi con bordo viola tenue tendente al pallido

Sede via Palermo, 33 - 20025 Legnano (Mi)

Stadio "Giovanni Mari" – Via Carlo Pisacane – 20025 Legnano (Mi).Dimensioni (105 x 65) - Capienza 6.600 spettatori

Legnano 53.800 abitanti - Totale provincia di Milano 3.750.000

Abbonamenti

Stagione 2007-08: 570

Stagione 2008-08: 508

ORGANIGRAMMA SOCIETARIO

Presidente: Giuseppe Resta
Resp. area tecnica: Moreno Zocchi
Team manager: Giovanni Luraghi
Addetto all'arbitro: Andrea Cattaneo

Addetto stampa: Stefano Olgiati
Segretarie: Fiorella Badioli – Laura Lenna
Allenatore: Attilio Lombardo
Allenatore in 2^: Giovanni Cusatis
Preparatore atletico: Andrea Bocchio
Medico sociale: Dott. Roberto Bertolini
Fisioterapista: Fabrizio Casati

 

GLI ULTIMI SEI CAMPIONATI



2002-03 Serie C2/a 8° posto - All. Ramella / Gregucci
2003-04 Serie C2/a 14° posto - vince i play-out contro il Savona - All. Casiraghi / S. Di Chiara
2004-05 Serie C2/a 7° posto - All. S. Di Chiara / Sciannimanico / G. Oddi

2005-06 Serie C1/a 11° posto - All. Maiuri / Spagnulo / Miani / Spagnulo
2006-07 Serie C2/a 1° PROMOSSO
- All. G.F. Motta

2007-08 Serie C1/a 7° posto – All. Gabetta dalla 13^ Notaristefano

 

IL CALCIOMERCATO INVERNALE

ARRIVI: Vignati (d84-Cesena), Dell'Acqua (a90-Solbiatese), Simone (d90- Turate)


PARTENZE: Rossini (Svi d89 Cittadella via Sampdoria), Romeo (a87 Cavese via Sampdoria), Lanteri (Fra. a84-Novara), Roselli (c83-Ravenna), Battaglia (d85-Eupen-Belgio), Bertoli (d83-Ternana), Maggioni (d82-Como)

 

LA ROSA

Portieri: Ioime (87), Mandelli (83), Redaelli (80)

Difensori: Cilona (87), Colangione (87), Enow (Cam. 87), Marietti (81), Simone (90), Vignati (84)

Centrocampisti: Agazzone (80), Bosio (83), Chiazzolino (86), Gomes Rodrigues (Mon. 88), Lombardo (85), Maglio (85), Morandi (88), Nizzetto (86), Zaninetti (89)

Attaccanti: Albanese (88), Di Nardo (88), Virdis (85), Dell'Acqua (90)


 

PRO PATRIA – LEGNANO: arbitro Sig. Johannes Donati di Ravenna

E' arrivato anche il momento del derby di ritorno; come lo scorso campionato e come quello disputato al Mari, si disputerà con limitazioni imposte al pubblico, decise dal Cams.

La Pro arriva all'appuntamento con le solite turbolenze societarie che accompagnano i tigrotti da almeno un paio di mesi e che si sono fatte più insistenti negli ultimi venti giorni con un cambio di proprietà che sembra avvenire da un momento all'altro, ma è sempre più avvolto nella nebbia. La squadra però, sotto la guida di Franco Lerda ha fatto gruppo più che mai e si è isolata da tutto, raccogliendo è vero solo due punti nelle ultime tre gare ma, sotto il profilo dell'impegno e del gioco, non è proprio mancata.

Non che le cose in casa legnanese vadano molto meglio, anzi il presidente Pippo Resta, praticamente rimasto solo sulla tolda di comando, ha deciso di contenere ulteriormente i costi, sfoltendo ulteriormente la rosa, riducendola praticamente ai minimi termini dopo la sessione del calciomercato invernale, alla cui chiusura si sono registrate sette partenze e tre arrivi, tra cui però due ragazzi classe '90, Dell'Acqua e Simone, richiamati alla base dai prestiti in Serie D, rispettivamente alla Solbiatese ed al Turate.

Il tecnico legnanese, Attilio Lombardo, per il derby dovrà fare a meno del difensore camerunense Enow, squalificato dopo l'ultimo turno di campionato, avendo rimediato il cartellino giallo, per eccessiva esultanza dopo aver messo a segno la rete del pareggio contro il Pergocrema, a tre minuti dal termine.

L'ex tornante di Sampdoria e Nazionale, ha diversi problemi da risolvere con particolare attenzione alla difesa, dove dopo il calciomercato ha visto ridursi drasticamente il numero dei giocatori a sua disposizione, sia per l'assenza forzata del già citato Enow e quella probabile di Cilona, per motivi fisici, si ritrova praticamente con solo capitano Marietti (81) ed il neo-arrivato Vignati (84), disponibili per il reparto. Il modulo dovrebbe essere un classico 4-4-2, che permette di coprire al meglio, sia in verticale che in orizzontale, il terreno di gioco In porta Redaelli (80), ex di Meda e Novara ed il più anziano in rosa con i suoi ventotto anni, coppia centrale formata come detto Marietti e Vignati; sulla destra dovrebbe giocare, come esterno basso il monegasco Joao Rodrigues Gomes (88) che già alcune volte ha coperto il ruolo e potrebbe riadattarsi. A sinistra si punta al recupero in extremis di Cilona, se non dovrebbe farcela è pronto il 21enne di San Giovanni Rotondo (Fg), Matteo Colangione. Unico cambio il 18enne Simone, rientrato nei giorni scorsi dal prestito al Turate. Centrocampo affidato al fosforo ed ai piedi di Simoluca Agazzone (gemello dell'ex tigrotto, ora in forza al Gavirate), pericoloso sui calci piazzati. Attorno a lui il marnatese Morandi, lo scorso anno una delle sorprese in positivo del campionato legnanese, tanto da sembrare in rampo di lancio verso le serie maggiori, mentre in questo è sotto le attese. A completare il reparto, il ligure Bosio ed il rosso longilineo Chiazzolino (86), negli anni scorsi punto di forza del Carpenedolo che andava alla ricerca della C1. A disposizione Maglio (85), da anni alle prese con il recupero da un grave infortunio, Lombardo (85) e Zaninetti (89).

In avanti sull'esterno, a portare tagli al centro, Luca Nizzetto, altro elemento classe 86', brevilineo tutto pepe ed estro a cui accomuna anche qualità e quantità e cannoniere della squadra con sei reti. Giocatore che agisce in pratica da seconda punta con compiti anche di copertura a centrocampo. Punta di riferimento il sardo di Ozieri (SS), Francesco Virdis (85), elemento da anni sulla rampa di lancio, ma che dopo la buona stagione di Chieti in C1, nel 2005-06, dove in 33 presenze andò a segno 12 volte, ha poi mancato l'affermazione definitiva, bucando i passaggi a Cesena, Pescara, Ravenna e Modena, prima di approdare in questa stagione nella città del Carroccio. Una punta non dotata fisicamente (183 cm per 72 kg), ma abile a creare spazi e giocare nello stretto. Come possibili varianti i due ventenni, Di Nardo e Albanese, ed il neo-maggiorenne Dell'Acqua.

Attilio Lombardo, come detto partirà con un 4-4-2 di base, ma è quasi certo che la sua formazione con il passare dei minuti passerà al 4-5-1, per chiudere tutti gli spazi ed intasare il centrocampo, per cercare di asfissiare le fonti di gioco biancoblù, cercando di metterla subito sul pressing e sulla corsa affidando a Nizzetto il compito di guastatore partendo dall'esterno per andare in appoggio a Virdis, che con ogni probabilità verrà lasciato al suo destino. Per quello che può valere in un discorso di derby, gli avversari hanno conquistato sei punti, frutto di una vittoria, in quel di Novara, alla quinta giornata il 28 Settembre 08, per 3-1, tre pareggi e cinque sconfitte con nove goal fatti e quattordici subite. Ultimo punto conquistato a Padova per 0-0, alla prima di ritorno. Peggior rendimento esterno del girone a pari merito del Venezia. La formazione legnanese ha segnato 22 reti (nono per rendimento), subendone 31, peggior pacchetto arretrato del torneo.

La Pro, ha vinto 19 incontri disputati a Busto, pareggiandone nove e perdendone tre; pur avendo fatto scorpacciate di vittorie esterne negli ultimi anni, non vince il derby casalingo dall'ormai lontano 2000-01 in C2, quando s'impose per 3-2, con reti di Porfido su rigore al 18', Melo Dato alla mezzora di gioco e Piero Ferraresso fissò il punteggio all'82.

Quindi ciò conta in questa gara è solo VINCERE !!!

 

 

GRAZIE AMBROSIANA-INTER !!

Il Legnano ha disputato tre campionati nella massima serie (30-31 /51-52 /53-54), contro i dodici della Pro; nei primissimi anni venti, la formazione legnanese, riusciva a mantenersi in quella che allora veniva chiamata Prima Divisione, retrocedendo al termine della stagione 25-26, chiudendo all'ultimo posto con dieci punti, guidata nel doppio ruolo di allenatore-calciatore dal magiaro Andrea Kutik, arrivato l'anno precedente alla Pro Patria. Nel 1928-29, ritrova la Prima Divisione, che le permette anche di disputare il derby con la Pro, nell'allora massima serie calcistica nazionale, grazie ad un clamoroso ripescaggio. Infatti chiude la il campionato di Seconda Divisione alle spalle della Milanese (24 pt) a pari merito con la Biellese (22 pt), con una formazione che vedeva in porta Rotondi, Pagani, Comi e Gerola in difesa, Ottolina, Severi e Rossi in avanti. Rossi che poi passerà alla Pro Patria, nell'annata seguente entrando subito nel guiness dei primati del calcio italiano per aver segnato quattro reti in una sola gara della massima serie in un Pro Patria – Roma 6-1, della stagione 1929-30.

Con quel secondo posto in classifica era la formazione legnanese, era certa di dover rimanere nella categoria, dovendo rimandare ancora il ritorno nella massima serie, ma durante la preparazione agostana gli uomini del tecnico Shoffer e del presidente Bernocchi, ricevono la notizia che il regime fascista, aveva deliberato con mero atto d'impero, la fusione della Milanese con l'Inter, facendo assumere alla società il nome di S.S. Ambrosiana, poi con gli anni tramutata in Ambrosiana-Inter, imponendo anche la maglia sociale, bianca segnata dal fascio littorio e dallo stemma della città di Milano. Divisa ripresa poi in parte dall'Inter, la scorsa stagione quando ha celebrato il proprio centenario. La fusione tra Milanese ed Inter, dischiude di fatto al Legnano, le porte della Prima Divisione, mancata sul campo nelle due stagioni precedenti. Un'opportunità dal cogliere al volo, nonostante le ristrettezze economiche del sodalizio, cercando di sfruttare al massimo non solo il ripescaggio, ma anche l'ormai prossima riforma che porterà alla nascitura Serie A, a girone unico nel 1929-30, che verrà formata dalle prime sette classificate per i due gironi, oltre a quattro promosse dalla Seconda Divisione.

In quel campionato da ripescati i legnanesi, trovano il derby, che all'andata vincono per 1-0, con rete di Landini, perdendo il ritorno a Busto per 2-1, con rete biancoblù di Reguzzoni e Bonivento, per gli ospiti Rossi, che poi come detto salterà il fosso.

La stagione si chiude all'ultimo posto per il Legnano, con 18 punti conquistati, mentre la Pro chiude al quinto posto, garantendosi la Serie A; 68 reti subite e 33 realizzate, in una squadra che aveva come ossatura base quella del campionato di Seconda Divisione con punte di diamanti oltre a Rossi, il centravanti Ottolina e la punta Aliatis

 

 

LA TIFOSERIA

La tifoseria legnanese, raramente nel corso degli anni si è mai particolarmente esaltata per le vicende del A.C. Legnano e questo aggiunto alla vicinanza di Milano, non ha mai fatto dei grandi numeri il suo punto di forza.

Il primo campo da gioco ufficiale, è quello inaugurato nel primo decennio del Novecento, nel quartiere "Oltrestazione", in via Lodi, una traversa di via Carlo Cattaneo, ma è di dimensioni ridotte, così nell'immediato prima dopo guerra si pensa alla costruzione di un vero stadio per il foot-ball. L'impianto di via Lodi è però ancora in uso, con l'annesso bocciodromo comunale, recentemente ristrutturato; per decenni è stata la casa del settore giovanile locale. Nel 1920, partono quindi i lavori per il nuovo stadio, in posizione, al tempo, più defilata, a ridosso della Franco Tosi. L'impianto di via Pisacane, venne inaugurato, il 2 Ottobre 1921, per la gara di campionato contro l'Inter.

Una prima organizzazione del tifo si ha già negli anni dopo il primo dopoguerra, con la pubblicazione di un giornale, con intestazione "Il lilla", che vide la prima stampa già il 4 Gennaio 1923, per mano di due appassionati locali, Genesio Mocchetti e Mario "Pippo" Perozzi. Due figure che poi entreranno anche a far parte della società. Un giornale, che si occupava non solo della squadra del cuore, ma lo vedeva spaziare anche sul ciclismo, monitorando l'attività dell'Unione Sportiva Legnanese, che organizza tutt'ora la Coppa Bernocchi di ciclismo, ma anche di scherma, nuoto, caccia e pesca.

Tra gli argomenti del tempo, si ricorda una discussione accesa per affidare la squadra locale, ad un vero e proprio allenatore. Nel 1923, lo stesso giornale, in occasione della trasferta a Vercelli, per uno scontro al vertice contro le "bianche casacche", si rese promotore dell'organizzazione del viaggio per sostenere la squadra con una carovana di autocarri ed altro. Anche la società, contribuì aiutando la tifoseria, allestendo un treno speciale con un prezzo molto popolare. Alla fine furono circa 500 i sostenitori legnanesi al "Leonida Robbiano", ma tornarono a casa scornati, perchè la Pro Vercelli s'impose di misura, facendo svanire ogni sogno di gloria.

La squadra perde una categoria, passando in seconda divisione nel 26-27, facendo scemare gli entusiasmi, ritrovando un pò di slancio, solo nell'estate del 1930, quando il regime fascista impose la fusione dell'Inter con la Milanese, facendo nascere l'Ambrosiana, che di fatto liberò un posto in Serie A, che andò ai legnanesi che vennero così ripescati. Fu gloria effimera, perchè, all'inaspettato regalo, seguì una repentina, quanto rapida discesa in B, perdendo il derby a Busto (2-0) e pareggiandolo in casa.

Gli entusiasmi calarono notevolmente a Legnano, animandosi solo per gli incontri di cartello, sempre più rari con la squadra a scendere in C, ed ovviamente per i derbies.

Tifoseria che si riaccende, nella stagione 50-51, quando la squadra, presieduta da Pino Mocchetti, viene promossa in Serie A, dove dopo diversi anni rincontra la Pro. Lo stesso presidente offre una festa nei capannoni della sua fabbrica a San Vittore Olona, in cui si tiene anche una recita dei "Legnanesi" di Felice Musazzi. Stagione, che certo non regala soddisfazioni, retrocessione immediata, con solo quattro vittorie e sconfitta interna nel derby per 2-1 con doppietta, in due minuti di Ciccio La Rosa nel finale. Campionato che vede il campo legnanese squalificato, dalla gara interna con il Bologna del 3 Febbraio 52, fino a tutto il 31 dicembre dello stesso anno solare, per l'aggressione all'arbitro Tassini di Verona. Arbitro colpito con un pugno sferrato da un addetto al campo, per un rigore dato ai bolognesi a pochi minuti dal termine. Nella stessa serata, alla stazione Centrale di Milano, mentre Tassini attendeva di prendere il treno, venne ancora picchiato, chi dice da sostenitori locali che lo avevano inseguito, chi invece da un siciliano, che nel marasma creatosi, lo scambiò per un ladro.

Un'organizzazione di tifosi, si vede per lo spareggio che riporta il Legnano, in Serie A, giocato a Firenze contro il Catania. La squadra dura poco e scende nuovamente in B, provocando un duro contraccolpo alla tifoseria, tenendo conto che al termine della stagione 56-57, i legnanesi scivolano in C.

Nella stessa categoria il 30 Novembre 1969, un derby, finisce, anzi, viene sospeso per rissa, in campo e sugli spalti; rigore per la Pro all'87, concesso da Prati di Parma, alla realizzazione succede di tutto, con botte ovunque. Il Giudice Sportivo, darà la vittoria ai tigrotti per 0-2 a tavolino.

Nella metà degli anni 70, il Legnano, scende in Serie D, con il pubblico che abbandona la squadra.

Il tifo organizzato, vede ufficialmente la luce con la nascita del "Lilla Club", nel 1976, per iniziativa di sei appassionati locali; reggente Ettore Muroni, con la carica onoraria consegnata invece a Giovanni Mari, presidente legnanese ai tempi della Serie A. La prima sede è presso il Bar-trattoria Tronchetto, in via Barbara Melzi. Nell'anno seguente, passa poi in quella che diventa una sua sede storica, presso la Trattoria San Giuseppe, in corso Sempione, dove ora c'è un ristorante cinese.

Il club, copia l'abitudine del vecchio club Tigrotti della Pro Patria, sito fino agli anni 60' in via XX Settembre, e poi usata per decenni anche del Pro Patria Club, di esporre la bandiera sociale, quando la squadra otteneva punti in trasferta, sia pareggio che vittoria. Negli anni 80', questa tradizione viene mutata, con l'esposizione di una lavagnetta bianca, recante il risultato della partita.

Nel 1977, il sodalizio, prende a pubblicare una propria rivista, "Lilla Club", diretta dal giornalista Marco Tajè (in seguito addetto stampa della società), a cadenza mensile, anch'essa sullo stile del giornale del Pro Patria Club, però di tradizione più vecchia, con prima edizione nel 1969 e distribuito gratuitamente ancora oggi come allora, in occasione di ogni partita interna.


Nella stagione 1980-81, prende corpo la storia degli ultras a Legnano con il gruppo dei "Boys". Inizialmente il gruppetto si sistema, nel rettilineo dei distinti, in posizione molto defilata, verso gli spogliatoi, dietro uno striscione "Ultras", recante un teschio al centro. Poche le presenze in casa e rare le trasferte. Nello stesso periodo, nasce nel quartiere "Ponzella", il club Giardinetto, che ebbe però vita brevissima, un paio di stagioni al massimo.

 

I Boys

 

Dal campionato 81-82, i "boys", ed in seguito i vari gruppi Ultras si posizionano nel nuovo settore costruito a ridosso degli spogliatoi; nel derby di andata al "Pisacane", provarono malamente una timida coreografia, con degli impermeabili bianchi che passerà agli annali, come quelle dei "gelatai". Nel derby di ritorno a Busto, lo "Speroni", presenta circa 12.000 presenze, meno di 800 sono i legnanesi presenti, per lo più tifosi occasionali, provenienti dalle varie compagnie che al tempo si ritrovavano in Piazza San Magno, Bar dei Capitani e Piazza Carroccio. Posizionati quasi tutti nella semicurva all'ingresso dello stadio, verranno omaggiati da un tazza wc, portata a mano per tutto il rettilineo della pista e lasciata bellamente sotto il loro settore, da due tifosi biancoblù, partiti dalla parte opposta dello stadio, tra l'ilarità generale. E' un periodo in cui il "Pisacane", nereggia discretamente di tifosi, con la squadra di Maroso, impegnata nelle prime posizioni, ma senza mai entrare veramente in lizza per qualcosa d'importante. In questa stagione il "Lilla club", si rende autore delle riprese televisive della squadra, sistemando una postazione coperta al centro dei distinti, cedendola poi alle varie e numerose emittenti locali del tempo. Attività che continuerà fino agli inzi degli anni 90'.

Nel campionato 82-83, i legnanesi riescono a vincere il campionato di C2, e sull'onda emotiva, nascono il "Lilla Club San Giorgio su Legnano" ed il "Lilla Club Gino Colpo" a Cerro Maggiore.

I Boys nel corso degli anni alternano presenze discontinue; nella gara di Coppa Italia a Busto, del settembre 83, si presentano in sei, con la squadra appena promossa in C1.

Nel periodo della C1, l'incitamento legnanese parte spesso e volentieri dalla tribuna, con cori spontanei a seconda dell'andamento della gara.

Stagione 86-87, il Legnano con l'ultimo posto in C1, abbandona la categoria dopo un triennio; negli anni a seguire a poco valgono i grossi sforzi economici del Presidente Nando Villa, per risollevare la squadra e con essa la tifoseria, che praticamente latita dall'impianto, diventato "Giovanni Mari", dal settembre 1987.

Annata 87-88, il Lilla Club, di Legnano presieduto da Placido con Colombo alla vice-presidenza, funge in pratica da centro coordinamento, con le due sezioni di Cerro e San Giorgio. La sede principale, conta 250 iscritti, in quella sangiorgese sono 150, mentre nel cerrese sono poco meno di un centinaio i simpatizzanti. Ma le presenze allo stadio, raggiungono raramente le mille unità.

Nel biennio 89-91, in C2, il settore di casa è spesso e volentieri vuoto, senza la minima traccia di ultras o tifo organizzato a sostenere le gesta della squadra legnanese. Nel 1990, il "Lilla club", si trasferisce nella sede del circolo Fratellanza e Pace, in via San Bernardino, proprio a due passi dallo stadio "Mari".

 

Una rarissima foto di legnanesi in trasferta. Voghera stagione 87-88

 

 

Lilla club in festa

Legnano che insegue vanamente il salto di categoria, ma nel 91-92 retrocede nei dilettanti. Il ritorno in C2, avviene con Marco Torresani in panchina, nel campionato 92-93, con la promozione che arriva in una gara interna, con il Presidente Villa che, in pratica a fine gara non viene festeggiato, se non da pochi intimi presenti nell'antistadio. Nella stagione 93-94, si prova il colpo del salto in C1, con un duello con Crevalcore, Ospitaletto e Olbia. Con tutto in pratica da giocare, il Legnano alla penultima giornata si deve recare proprio a Crevalcore, la società mette a disposizione un pullman gratuito alla tifoseria, per raggiungere e sostenere la squadra nella cittadina alle porte di Bologna, ma resterà vuoto. Solo poche persone seguiranno la squadra, che tra l'altro verrà sconfitta pesantemente per 5-1, con rete anche dell'ex tigrotto Gespi.

Nel campionato 95-96 in C2, torna il derby, impietoso il confronto sul campo e sugli spalti. Per la gara di andata solo una ventina di legnanesi in tutto, tra tribuna e popolari raggiungono lo "Speroni", che ribolle di entusiasmo e 4.000 presenze.

La ventina scarsa di legnanesi, entrano alla chetichella a gara iniziata, appendono lo striscione "boys", giusto l'attimo di prendere il goal di Tubaldo al 14' e toglierlo pochi minuti dopo.

Il meglio arriva nel derby di ritorno, 1.500 tifosi biancoblù, accompagnano al "Mari", la squadra di Mario Beretta, occupando per trequarti il rettilineo dei distinti e gran parte della tribuna. La tifoseria legnanese, che in pratica diserta tutta la stagione, cerca di rendersi presentabile all'appuntamento, ma poco avezza allo stadio, riesce nella rara impresa di sbagliare anche i propri colori sociali; presentandosi con bandiere e stendardi di un bel viola carico, quasi tendente al rosso. Memorabile, per i tifosi tigrotti, il rigore realizzato da Ferretti al 95', proprio sotto il settore della tifoseria legnanese. Una bella sciarpa biancoblù, sventolerà dai giorni prima del derby alle settimane successive in cima allo spadone di Alberto da Giussano.

Stagione 1995-96 che si conclude con la morte del Presidente Villa, colpito da ictus, proprio mentre usciva dal campo di allenamento di San Vittore Olona, con la squadra che doveva preparare i play-out contro il Cremapergo. Nella gara di ritorno a Crema sono diciotto i legnanesi presenti.

Tifoseria legnanese che praticamente latita, fino al campionato, 98-99, quando arriva alla presidenza del discusso Mauro Rusignolo, che riporta il club in C2, nella stagione successiva, aiutando notevolmente a ricompattarsi degli ultras locali, con biglietti omaggio e sovvenzioni per i pullman delle trasferte. Nel periodo si ha la nascita della "Brigata", gruppo che riesce a risvegliare la curva ed a portarla su livelli decisamente buoni con un nuova mentalità e un buon numero di tifosi in casa e in trasferta. Nascono nel periodo diversi gruppi minori.

Arriva la promozione in C2, e con essa il derby, che il Legnano vince in casa, dopo vent'anni.

Al ritorno la tifoseria legnanese si presenta in circa 500 persone tra tribuna e settore ospite, dove presenta una "coreografia", fatta probabilmente con i sacchetti per il riciclaggio dell'immondizia. Nell'annata nascono rivalità, cercate con Padova e Cremonese; con i primi con scontri fra le due fazioni ripresi dalle telecamere e mostrate su ogni TG. Nella stagione nasce il gemellaggio con i tifosi del Mestre, che in quella stagione contende la promozione alla Pro. Un gruppo, sosterrà gli arancioni, nei play-off contro la Triestina, andando allo scontro con i giuliani, solo perchè storici gemellati dei tifosi biancoblù.

Anno seguente, stagione 2001-02, si ripresenta il derby nella gara di andata, a Busto, nonostante i prezzi esosi importi dalla società legnanese (In epoca pre-euro 40.000 lire un biglietto di tribuna laterale) si bruciano già nella giornata di venerdì, 1.150 biglietti in sola prevendita, a cui si aggiungeranno altri duecento persone che comprano il biglietto direttamente agli sportelli del "Mari", giocando praticamente ancora in casa, con una vittoria che arriva al'86, grazie al goal dell'ex Marco Zaffaroni. Al ritorno sono poco più di 300 in tutto i tifosi ospiti allo "Speroni", per un pareggio deludente.

Nella primavera del 2002, la situazione societaria legnanese si aggrava, con il presidente Rusignolo, inquisito in varie vicende poco chiare; circa 150 ultras, sfilano per le vie del centro, per cercare di fare chiarezza sulla vita del sodalizio. Praticamente nello stesso periodo si sfilaccia la Brigata, con uno sbandamento dei gruppi ultras. Da segnalare nello stesso periodo l'opera del dentista tifoso, Marco Ciapparelli, a tratti anche dirigente del sodalizio, che promuove diverse iniziative nelle scuole locali, per creare nuova linfa.

A ridare slancio ed entusiasmo ci pensa però Marco Simone, cresciuto nel vivaio legnanese, proprio dando i primi calci sul vecchio campo di Via Lodi.

Il campionato di vertice in C2 ridà lustro e smalto a Legnano e le presenze tornano ad essere naturalmente le più consistenti degli ultimi anni. Nella gara di Varese che in pratica consegna la promozione in C1, alla squadra di Motta, ex trainer biancoblù, sono circa 450 i tifosi che festeggiano il ritorno in una categoria da cui mancavano da vent'anni, con caroselli in centro.

La tifoseria legnanese si dichiara apolitica, può contare sull'apporto dell'organizzazione delle contrade del Palio, dove nei manieri spesso si ritrovano simpatizzanti, della squadra.

Gli ultras sono stata affiancati negli anni da altri gruppi satellite quali: Falange Lilla, Vecchia Guardia, Gruppo Sbagliato Parabiago e Scalmanati. Nella scorsa stagione si è notata la presenza del "Gruppo Bizzarro".

Nel tempo, le loro amicizie o gemellaggi non hanno certo portato bene alla squadre con cui si sono legati. Negli anni '80 da ricordare l'amicizia con gli scomparsi Ultras di Omegna, con la squadra poi fallita e rotolata in Prima Categoria. Quella con i tifosi aostani, con il sodalizio vallese, che ha fatto la stessa fine dei cusiani, idem per il Mestre all'inizio del nuovo millennio. Dello stesso periodo ci sono molte amicizie a livello personale con i mantovani, ma anche qui come si sono "sfiorati", i biancorossi, scesero notevolmente in classifica ed andarono incontro ad una forte crisi societaria. A sostenere i legnanesi nel play-out, contro il Savona nel 2004, diversi ultras della Pro Sesto. Nell'estate 2008, salta anche la Sanremese, tifoseria con cui i legnanesi avevano dei legami di amicizia.

Per le rivalità, oltre naturalmente alla Pro Patria, in ordine sparso Varese, i biancorossi "scipparono" letteralmente la curva ai padroni legnanesi nel CND nei primi anni 90, Novara, Cremonese, Pavia, Padova e Lecco.

Nella scorsa stagione, la prima di C1 dopo vent'anni, furono sottoscritte 570 tessere, con circa 1.350 presenze di media allo stadio "Giovanni Mari". Durante il campionato, alla tifoseria locale e per la stagione seguente è stato proibito uno striscione, con una scritta in dialetto, presente da anni al "Mari", in quanto le forze dell'Ordine, chiaramente non autoctone, lo hanno ritenuto offensivo. In questo campionato le tessere sono scese a 508 con circa 1.180 presenze medie. Legnanesi, che nelle scorse stagioni hanno ripreso l'abitudine del "Lilla club", riprendendo le partite, e con l'avanzamento della tecnologia, hanno creato "Legnano channel", sulla piattaforma di Youtube. Per far fronte alla grave crisi societaria del 2008, la tifoseria si è mobilitata in diverse forme. La prima ha visto la nascita di un comitato "Salviamo i lilla" con l'apertura di un conto corrente (1158) presso la Banca Itesa-San Paolo locale con versamenti minimi da 10 Euro che chiuderà il 31.03.2009 ed i fondi raccolti verranno girati alla società. La seconda ha visto una festa natalizia denominata "Natale lilla", tenutasi presso il salone dell'Oratorio di Sant'Erasmo, il 18 Dicembre 2008, con ingresso a 5 Euro a persona. L'incasso netto, dedotto dei 50 Euro di affitto del locale è stato di 150 Euro, consegnato al presidente Resta al termine della gara contro il Ravenna.

 

 

Legnanesi allo "Speroni" nel campionato 1995-96

 

 

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